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Il gruppo di Visegrad - con Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia - ha presentato al vertice di Bratislava un documento in cui espone la 'sua' roadmap per l'Unione europea.

Tra le altre cose il gruppo vorrebbe introdurre il concetto di "solidarietà flessibile" nelle politiche dell'immigrazione, per riaffermare la possibilità che ogni paese contribuisca "tenendo conto di esperienze e potenziale" e chiede che "ogni meccanismo di redistribuzione sia volontario".

Inoltre chiede di "mettere in atto senza ritardo" la Strategia Globale presentata da Federica Mogherini a luglio per la sicurezza e la difesa "in modo di mettere in atto in modo funzionale gli elementi chiave".

Sei i capitoli del documento, dedicati a: "lancio del processo di Bratislava", "rafforzamento della legittimità democratica" (in cui si chiede di "mantenere l'equilibrio istituzionale" nella Ue "come scritto nei Trattati", ma anche di "rafforzare il ruolo dei Parlamenti nazionali"), "valore della diversità" (per chiedere sostanzialmente parità di trattamento tra grandi e piccoli, vecchi e nuovi membri del 'club' Ue), "sicurezza" (avallando di fatto le proposte della Commissione per il controllo delle frontiere esterne, oltre all'ok per la difesa comune), "immigrazione" (con anche il sostegno alla messa in atto dei 'migration compact') e "mercato unico".

In quest'ultimo capitolo i quattro si dicono "in prima linea tra i supporter dell'integrazione europea".

sda-ats

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