Tutte le notizie in breve

Si va verso il via libera all'abolizione dei visti per la Turchia

KEYSTONE/AP/BILAL HUSSEIN

(sda-ats)

Il disco verde della Commissione europea sulla liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi nell'area Schengen, sarà condizionato, ma salvo sorprese, domani arriverà.

L'indicazione giunge da più fonti, a 24 ore dalla 'pagella' che Bruxelles si appresta a dare sui progressi compiuti dal Paese, per soddisfare i 72 criteri richiesti.

Ankara, viene fatto osservare, "ha fatto un lavoro enorme" e comunque la condizione finale è che soddisfi tutti i requisiti entro fine giugno. Il verdetto finale sarà di Consiglio e Parlamento Ue, dove Claude Moraes, a capo della commissione parlamentare competente, promette un attento scrutinio.

Quello dell'abolizione dei visti è uno dei punti più controversi dell'intesa tra i 28 e la Turchia, per ridurre gli sbarchi dei migranti in Grecia. Un accordo che sta dando i suoi risultati sul fronte dei flussi, con gli arrivi dei profughi che nelle ultime settimane si sono ridotti in modo drastico, e che oggi, per il quinto giorno di seguito, non ci sono stati.

Nelle scorse settimane Ankara aveva più volte minacciato di rovesciare il banco in caso di un mancato via libera. Ma nello stesso tempo il Parlamento ha lavorato a testa bassa, in un vero e proprio rush finale, per adottare il maggior numero di riforme richieste dall'Europa.

Lo stesso portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas ha sottolineato, che "il governo turco ha adottato un decreto con cui ora permette ai cittadini di tutti e 28 gli Stati membri Ue", compresi quelli di Cipro e Grecia, "di entrare in Turchia senza visto". Fino ad ora erano "undici gli Stati Ue che la Turchia non riconosceva".

"Penso che la Commissione Ue darà valutazione positiva" sulla liberalizzazione dei visti. "E dopo vedremo come andrà col Parlamento europeo e gli Stati", spiega l'ambasciatore turco presso l'Unione europea Selim Yenel.

"Dei 72 criteri, due non ci sono ancora fisicamente, cioè l'accordo di riammissione che inizierà il primo giugno, e i passaporti biometrici, che prenderanno il via dal primo luglio". Ma "dei settanta restanti - spiega - ne abbiamo soddisfatti 66. Nelle prossime settimane speriamo di averli completati tutti".

Quanto alla proposta franco-tedesca per inserire salvaguardie più stringenti, l'ambasciatore commenta: "all'inizio non ci piaceva, ma ora crediamo che ci aiuterà, perché tranquillizza l'opinione pubblica ed il Parlamento europeo, che pensano che se qualcosa andrà male ci sono le salvaguardie a cui fare ricorso" mentre "noi siamo convinti che niente andrà storto".

"Se ci sarà la liberalizzazione dei visti non ci saranno milioni di persone che arrivano in Ue e nemmeno centinaia di migliaia - avverte Yenel -. Solo il 10% della popolazione, circa sette milioni, in Turchia ha il passaporto e questi poi dovranno essere trasformati in passaporti biometrici e ci vorrà tempo".

Una nota positiva arriva anche su Cipro. "Ci dovrebbe essere una soluzione nei prossimi mesi - evidenzia il diplomatico -. Siamo più vicini di sempre, e penso che dopo aver investito così tanto su questa trattativa, ce la faremo".

sda-ats

 Tutte le notizie in breve