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L'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT) ha annunciato oggi che sopprimerà 57 posti di lavoro a tempo pieno.

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

L'Ufficio federale dell'informatica e della telecomunicazione (UFIT) ha annunciato oggi che sopprimerà 57 posti di lavoro a tempo pieno, invocando i tagli di bilancio nel settore del personale decisi dal parlamento.

Le persone licenziate sono una sessantina secondo le associazioni del personale, che protestano.

La maggior parte dei tagli, riguardanti l'equivalente di 32 posti di lavoro a tempo pieno, saranno realizzati con un una "esternalizzazione mirata" delle prestazioni, precisa il comunicato dell'UFIT. L'obiettivo perseguito è che i dipendenti interessati possano essere riassunti dall'impresa che si aggiudicherà l'appalto organizzato dall'ufficio federale secondo le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio (WTO).

I 25 impieghi restanti saranno soppressi secondo il piano sociale dell'amministrazione federale, aggiunge l'UFIT, assicurando che i posti di tirocinio non saranno interessati dal provvedimento.

Secondo l'Associazione del personale della Confederazione (APC) l'ufficio federale ha comunicato il licenziamento a 60 dipendenti, mentre i sindacati VPOD/SSP e Transfair in comunicati di protesta affermano che più di 60 collaboratori perderanno il proprio impiego.

L'APC rileva che il consigliere federale Ueli Maurer, capo del Dipartimento delle finanze da cui dipende l'UFIT, aveva promesso al parlamento che le misure di risparmio sarebbero state possibili senza licenziare. L'associazione definisce "inaccettabili" i licenziamenti, che - afferma - colpiranno soprattutto il personale più anziano e quello meno ben formato. Anche il Partito socialista svizzero ha pubblicato una nota di protesta.

SDA-ATS