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I musulmani festeggiano la fine del Ramadan

KEYSTONE/EPA/LEGNAN KOULA

(sda-ats)

Il primo spicchio di luna che compare è il segnale che il Ramadan è finito.

Il mese sacro di digiuno e di purificazione - uno dei quattro pilastri della religione musulmana - osservato da 1,6 miliardi di fedeli volge al termine e cede il passo al mese di Shawwal che inizia con la festa del piccolo Bairam o dell'Eid al-Fitr.

Come ogni anno non mancano le discordanze tra chi segue la valutazione astronomica e ritiene che il termine sia oggi poiché la luna è già sorta e chi invece segue l'avvistamento oculare del satellite, quindi festeggia domani.

Questa è l'ultima notte di 'lavoro' per il Mosaharati, l'uomo che per tutto il mese ha solcato le strade del Cairo, avvertendo a colpi di tamburo i fedeli a prepararsi al Suhoor, il pasto prima dell'alba.

Ritornerà l'anno prossimo col nuovo Ramadan. Tra credenze e tradizione inizia la festa. Chi può abbandona le città e si sposta al mare: la capitale egiziana si è letteralmente svuotata.

Chi resta in città si dedica allo shopping dell'ultimo minuto, decora le abitazioni con lanterne e prepara banchetti. Poi dopo la cena serale si rimane svegli fino all'alba per la preghiera che segna l'inizio del Fitr.

Sentimenti di fratellanza uniscono i musulmani, ma è un clima per metà solo di gioia: anche quest'anno il Ramadan è stato segnato da attentati, dal Bangladesh, all'Iraq, all'Arabia Saudita. Bagni di sangue condannati dalle autorità religiose che hanno lanciato messaggi di pace, come ha anche fatto l'inviato Onu per la Libia Martin Kobler che ha augurato ai libici un "futuro di speranza e prosperità".

Tuttavia l'allerta terrorista non sembra essere l'unica preoccupazione del momento, soprattutto tra gli egiziani angosciati in particolar modo dall'andamento economico e dall'inflazione galoppante: negli ultimi mesi i prezzi dei beni alimentari hanno subito un'impennata specialmente durante il mese sacro.

All'Iftar serale che interrompe il digiuno giornaliero "abbiamo dovuto rinunciare ad invitare molte persone perché ci sarebbe costato una fortuna", afferma Hanane, madre con tre bambini. Gli fa eco Ahmed anche lui con famiglia a carico: "i prezzi dei capi di abbigliamento sono aumentati del 100%".

E se la media borghesia del Cairo stringe la cinghia non mancano le iniziative a sostegno dei poveri come quelle della Chiesa evangelica di Kasr al Doubara che durante il mese sacro ha offerto nei fine settimana banchetti gratis. "Non è un problema venire a mangiare qui - spiega Wael, musulmano - i cristiani sono nostri vicini e anche loro fanno il digiuno". Dello stesso parere Salwa, cristiana: "l'Islam è religione di amore e fratellanza, da secoli conviviamo in pace".

sda-ats

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