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L'Fbi ha pagato una "tariffa fissa" ad alcuni hacker che gli hanno permesso di entrare nell'iPhone del terrorista islamico Syed Farook, il quale il 2 dicembre scorso aveva ucciso 14 persone a San Bernardino, in California. Lo rivela un rapporto del Washington Post.

Il rapporto precisa che l'aspetto più difficile (senza l'aiuto di Apple, che si è opposta alla richiesta di aiutare il Bureau), non è stato individuare il codice di quattro cifre, ma disattivare la funzione che cancella i dati memorizzati sul dispositivo dopo dieci tentativi errati del pin.

Non sarebbe quindi stata una società israeliana a decrittare l'iPhone di Syed Farook, come si pensava in un primo momento, ma degli hacker professionisti che poi hanno contattato l'Fbi, informando l'agenzia che avevano trovato un nuovo software da utilizzare per accedere al contenuto dello smartphone.

Il 2 dicembre del 2015, verso le 11 ora locale, Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik, marito e moglie di fede musulmana, dopo aver lasciato in custodia la propria figlia alla madre di Farook, si erano recati all'Inland Regional Center, un centro sociale per disabili, mascherati e armati di pistole e fucili. Una volta entrati avevano aperto il fuoco contro la folla, uccidendo 14 persone e ferendone altre 23, tra cui due poliziotti. I due attentatori furono uccisi in uno scontro a fuoco con i poliziotti a 2 km dal luogo della strage.

sda-ats

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