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Il parlamento del Tennessee, sfidando la Costituzione che separa nettamente Stato e Chiese, ha approvato un progetto di legge che rende la Bibbia il libro ufficiale dello Stato.

Il via libera ha creato sconcerto e adesso tutti i riflettori sono puntati sulla scrivania del governatore Bill Haslam: firmerà? Non firmerà? E se dovesse mettere il veto, il parlamento statale avrà i voti sufficienti per scavalcarlo?

Se ratificata dal governatore, la legge farà del Tennessee il primo Stato degli Usa ad adottare la Bibbia come libro statale. Il provvedimento a firma repubblicana è stato approvato in Senato dopo appena 30 minuti di dibattito con una maggioranza di 19 a otto. L'altra Camera aveva già dato il proprio assenso.

I fautori sono stati pronti a sottolineare il significato simbolico della Bibbia come testo sacro a "fondamento della civiltà occidentale", mentre altri hanno contestato una "trivializzazione" del libro e altri ancora che hanno invocato la Costituzione secondo cui "nessuna preferenza va data per legge a una religione".

Se Haslam apporrà la sua firma, il sacro testo dei cristiani finirà per unirsi ad altri simboli statali elencati nel Tennessee Blue Book, una guida annuale al governo dello Stato.

Inevitabile, d'altra parte, una raffica di ricorsi che potrebbero portare la Bibbia come libro di Stato del Tennessee davanti alla Corte Suprema. Come ha sostenuto nel dibattito il democratico Jeff Yasbro, quando i parlamentari giurano all'inizio del proprio mandato, mettono una mano sulla Bibbia impegnandosi a difendere le Costituzioni statale e federale: "È difficile per ciascuno di noi votare contro la Bibbia, nessuno vuol farlo, ma abbiamo l'obbligo di seguire la Costituzione".

sda-ats

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