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Continuano le tensioni tra gli Usa e la Russia. Nella foto il leader del Cremlino Vladimir Putin (foto d'archivio).

KEYSTONE/AP POOL SPUTNIK KREMLIN/ALEXEI DRUZHININ

(sda-ats)

La Russia ha annunciato l'espulsione di due diplomatici americani come ritorsione per una misura analoga messa in atto da Washington contro due funzionari russi, dopo l'aggressione a giugno di un diplomatico americano a Mosca da parte di un agente russo.

"Dopo la loro decisione non amichevole, due dipendenti dell'ambasciata americana hanno dovuto lasciare Mosca", ha fatto sapere il vice ministro degli Esteri russo, Sergei Ryabkov, sottolineando che i due sono stati "dichiarati persona non grata per attività incompatibili con il loro status diplomatico". Mosca ha accusato i due di essere agenti della Cia.

All'origine della schermaglia diplomatica, l'attacco di un agente del Fsb russo contro un diplomatico americano sulla soglia dell'ambasciata Usa a Mosca il 6 giugno scorso. In un video, diffuso nei giorni seguenti, si vede il diplomatico uscire dal taxi e avviarsi verso l'ambasciata quando viene aggredito da un poliziotto russo. Nonostante la lotta tra i due, l'americano riesce ad arrivare alla porta e rifugiarsi all'interno.

Secondo la versione russa, il diplomatico era un agente della Cia che si era rifiutato di farsi identificare mentre stava rientrando in ambasciata da una missione di spionaggio. "Speriamo che Washington riconosca la perversità della sua linea anti-Russia: se deciderà di andare avanti su questo percorso di escalation, non resterà senza risposte", ha minacciato Ryabkov, annunciando l'espulsione dei due diplomatici americani, tra cui quello protagonista dell'attacco a Mosca a giugno.

sda-ats

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