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Paul Rechsteiner

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

L'Unione sindacale svizzera (USS) rivendica per il 2017 aumenti salariali fino all'1,5%, di cui 0,5 punti quale compensazione per il previsto rincaro.

L'economia svizzera gode di buona salute, anche nei rami orientati all'esportazione e nell'industria delle macchine: buste paga più pesanti sono quindi assolutamente meritate, hanno sostenuto i vertici sindacali in una conferenza stampa a Berna.

La buona congiuntura nella gran parte dei settori, lo sviluppo della produttività e la crescita del costo della vita rendono necessari ritocchi verso l'alto per gli stipendi di tutti i dipendenti, ha affermato il presidente Paul Rechsteiner.

Secondo il consigliere agli stati socialista sangallese preoccupante è in particolare il previsto aumento del 5% dei premi dell'assicurazione malattia, a cui si aggiungono i costi sanitari non coperti dalle casse. Da solo questo fattore rende a suo avviso obbligatorio versare salari più elevati.

Importante, sempre secondo Rechsteiner, è che si torni agli aumenti generalizzati. Quelli individuali hanno fatto sì che gli stipendi più elevati siano cresciuti sopra la media: a farne le spese sono invece stati i collaboratori di lunga data e le fasce di reddito mediane.

Nel concreto l'USS chiede 80 franchi in più al mese nella costruzione, fra 100 e 150 nel comparto chimico-farmaceutico, l'1% nel commercio al dettaglio, fra 70 e 100 nell'industria delle macchine, fra 1,0 e 1,5% nel ramo sicurezza, l'1% per la Posta, l'1% per Swisscom e gli altri operatori telecom, almeno 100 franchi nei grandi gruppi editoriali e 50 franchi nelle librerie.

L'USS è la più grande organizzazione federativa dei lavoratori in Svizzera. Riunisce 16 sindacati, fra cui ad esempio Unia. Complessivamente sono rappresentati 380'000 membri.

Nello scorso mese di agosto ha presentato le sue rivendicazioni - che vertono su un aumento dell'1% - l'altra grande federazione, Travail.Suisse, a cui aderiscono undici sindacati.

sda-ats

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