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Lui è Philippe Varone, candidato sindaco PLR per Sion.

KEYSTONE/JEAN-CHRISTOPHE BOTT

(sda-ats)

Un migliaio di candidati, di cui un quarto è costituito da donne, saranno in lizza il 16 ottobre in Vallese per l'elezione degli esecutivi di 126 comuni. In palio vi saranno complessivamente 730 seggi.

L'elevato numero di candidati nasconde tuttavia l'insufficienza di vocazioni civiche in un gran numero di comuni. In 60 di essi, il numero dei candidati è pari o inferiore al numero dei seggi da attribuire. In diverse località, i cittadini non saranno dunque chiamati alle urne e l'elezione dei rispettivi esecutivi sarà tacita.

Otto comuni altovallesani affrontano la scadenza elettorale senza la benché minima lista. In simili casi è eleggibile qualsiasi cittadino, spiega Maurice Chevrier, capo del servizio cantonale degli affari interni e comunali. La persona eletta, inoltre, non può rifiutare la carica per almeno una legislatura.

La mancanza di vocazioni civiche è particolarmente percettibile nei più piccoli comuni, di cui diversi si trovano nell'Alto Vallese. Le autorità cantonali hanno d'altronde invitato i comuni a riflettere alla questione, rileva Chevrier. Una soluzione potrebbe essere rappresentata dalle aggregazioni.

La situazione è invece radicalmente diversa nelle città e nei comuni più grandi. Per i sette seggi dell'esecutivo di Briga (12'000 abitanti) saranno in corsa 33 candidati. A Naters (10'000 abitanti), gli aspiranti sono 23 per sette seggi, mentre a Visp (7500 abitanti) sono 32 per nove seggi.

Anche nel Vallese romando le vocazioni sono numerose: Sierre (con 16'500 abitanti), vede la partecipazione di 25 candidati per nove seggi, mentre a Sion (33'500 abitanti) sono 32 per un numero di seggi identico. I nove seggi di Martigny e Monthey (17'500 abitanti ciascuno) sono ambiti da rispettivamente 19 e 23 candidati. Nel nuovo comune di Crans-Montana (10'500 abitanti), gli aspiranti sono 24 per nove seggi.

Ad eccezione di Zermatt, Bagnes e Nendaz, i 17 comuni con oltre 5000 abitanti del Vallese sono tutti situati nella piana del Rodano. Insieme, essi rappresentano un quinto di tutti i seggi, un terzo dei candidati e i due terzi della popolazione del cantone.

È in queste località che si concentrano le ambizioni politiche dei partiti politici. A Sion e Bagnes, dove il numero dei seggi dell'esecutivo diminuirà da undici a nove dal prossimo gennaio, le formazioni politiche puntano a conservare le proprie forze. Frutto della fusione di quattro comuni, Crans-Montana rappresenta dal canto suo un test.

La maggior posta in gioco è tuttavia rappresentata dall'elezione dei sindaci, che si terrà il 13 novembre. La situazione è inedita a Sierre, Sion e Martigny, dove gli attuali sindaci liberali-radicali non si candideranno per un'altra legislatura.

Per il PLR - che ha perso nel 2013 il proprio seggio nel Consiglio di Stato - si tratta di un test di particolare importanza nella prospettiva delle elezioni cantonali del marzo 2017.

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SDA-ATS