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Un operaio controlla gelati di cioccolata e vaniglia

Keystone/MARTIN RUETSCHI

(sda-ats)

Sos vaniglia naturale. A livello mondiale comincia a scarseggiare questo aroma naturale, estratto cioè dalle piante e non ottenuto da processi chimici.

Una carenza dovuta alla combinazione di una domanda che cresce continuamente e di rese in forte calo. Lo afferma un articolo su Chemical and Engineering news.

Utile in pasticceria, nell'industria alimentare, nonché nella cosmesi e profumeria, l'80% della vaniglia naturale che si consuma nel mondo, spiega l'articolo, viene dal Madagascar, dove però nell'ultimo anno si è registrato un calo del 50% della produzione a 1500 tonnellate, a causa della pratica di anticipare il raccolto per evitare il furto delle piante. Questo ha portato il prezzo dei semi di vaniglia a 225 dollari al chilo, e quello dell'estratto, appena il 2% del peso dei semi, a 11mila dollari al chilo, quando nel 2012 era 1250.

La domanda è destinata a crescere ulteriormente, visto che, secondo il centro ricerche Mintel, solo negli Usa il 2% dei nuovi cibi e il 3% delle bevande lanciate lo scorso anno era aromatizzato alla vaniglia, e attualmente sono 18mila i prodotti nel mondo che la contengono.

Le industrie hanno da tempo trovato il modo di rimpiazzare l'estratto naturale con un equivalente sintetico, di cui si producono 18mila tonnellate l'anno, ma la crescente richiesta di prodotti 'all natural' sta mettendo in crisi il sistema.

"Dobbiamo far crescere più piante - afferma Carol McBride dell'azienda Usa Symrise -, salvaguardando la sostenibilità della vaniglia così da poterla conservare per le generazioni a venire".

sda-ats

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