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Aedes aegypti è il principale vettore del virus Zika.

KEYSTONE/AP/FELIPE DANA

(sda-ats)

Il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) ha istituito un registro volto a censire nel mondo intero le donne incinte entrate in contatto con il virus Zika.

L'obiettivo è di meglio comprendere il virus e di rispondere agli interrogativi che pone la sua propagazione.

L'apertura del registro, promosso dall'ostetrico David Baud e dalla sua collega Alice Panchaud, è annunciata da un articolo pubblicato dalla rivista scientifica The Lancet ID, riferisce il CHUV in una nota odierna.

Il miglior modo per i medici di comprendere il virus è di svolgere grandi studi epidemiologici, sottolinea il professor Baud. "Per poter rispondere agli interrogativi attualmente irrisolti dobbiamo disporre di una massa di casi". Finora, gli articoli pubblicati descrivono pochi episodi alla volta, senza aver sempre scartato altre cause di malformazione cerebrale del feto accanto a Zika.

Per alimentare il registro, il CHUV collabora con numerosi Paesi colpiti dall'epidemia. Il nosocomio vodese ha pure chiesto la collaborazione di 4000 ostetrici nel mondo intero. I dati forniti saranno riuniti e analizzati a Losanna, dove il laboratorio di Baud studia i virus e il modo con cui contaminano le cellule umane, in collaborazione con numerosi altri istituti.

Oltre a meglio comprendere i meccanismi di trasmissione, il registro dovrebbe permettere agli specialisti di scoprire, ad esempio, se il virus trasmesso tramite i rapporti sessuali comporta la stessa pericolosità del virus inoculato dalle zanzare.

All'avanguardia della ricerca relativa a Zika, il CHUV ha già elaborato le linee direttrici per la gestione della malattia, pubblicate a livello internazionale. La ricerca al riguardo è condotta in collaborazione con l'istituto Pasteur di Parigi e la Polinesia francese, vittima della prima grande epidemia fra il 2014 e il 2015.

sda-ats

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