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Vista aerea di Vevey, nel Canton Vaud (foto d'archivio).

Keystone/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

È stato consegnato oggi con 14'547 firme - ne occorrevano 12'000 - il referendum promosso nel canton Vaud contro la nuova legge che introduce il diritto di prelazione per Comuni e Cantone in materia di costruzione di alloggi.

Approvato dal Gran Consiglio in ottobre, il diritto di prelazione ha quale obiettivo di permettere agli enti pubblici di acquistare in modo prioritario un terreno o uno stabile posto in vendita, per ricavarvi alloggi di pubblica utilità.

Secondo i promotori del referendum, fra i quali figurano gli ambienti immobiliari, la Federazione padronale vodese nonché politici di PLR e UDC, la disposizione relativa alla prelazione costituisce una violazione "inammissibile" del diritto di proprietà e della libertà contrattuale. La votazione potrebbe svolgersi in novembre o nel febbraio 2017.

La nuova legge è stata elaborata quale controprogetto ad un'iniziativa dell'Associazione inquilini (ASI), che prevedeva la possibilità di ricorrere all'espropriazione per lottare contro la penuria di alloggi. Soddisfatta per la soluzione "pragmatica" trovata dal Gran Consiglio, l'ASI ha ritirato la sua proposta.

Per il consigliere nazionale liberale radicale Olivier Feller, peraltro direttore della Camera immobiliare vodese (CVI), la nuova legge va ben oltre l'iniziativa dell'ASI, che si limitava all'espropriazione di terreni. Essa rallenterà inoltre le transazioni immobiliari, "senza garantire al contempo la costruzione di un maggior numero di alloggi".

sda-ats

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