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La verdura asiatica non sempre in regola.

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Un terzo di alcune specie di verdure fresche e spezie che arrivano dall'Asia hanno un tenore in pesticidi troppo elevato.

È quanto è emerso da controlli effettuati alle frontiere tra il 2012 e il 2015 dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), in collaborazione con l'Amministrazione federale delle dogane e le autorità cantonali preposte al controllo delle derrate alimentari. Il 31% di circa 900 campioni esaminati non è risultato conforme alle norme legali.

A presentare i tassi più elevati di derrate alimentari che non rispondevano ai requisiti di legge sono il Vietnam e la Cambogia (53%), indica un rapporto dell'USAV.

Gli alimenti testati provenienti da India, Malesia, Thailandia e Cina non erano conformi rispettivamente nel 34%, 30%, 25% e 20% dei casi.

Tra i prodotti che rilevano un tasso di contestazione più elevato vi sono cipolline primavera (57%), erbe fresche (39%), spinaci e simili 39%), cavoli cinesi (37%) e peperoni e peperoncini (34%).

Nei Paesi asiatici da cui provengono le derrate esaminate - sottolinea l'USAV - non vengono in parte rispettate le corrette pratiche di fabbricazione: sono impiegate per esempio sostanze attive non più ammesse in Svizzera e in Europa. Inoltre alcuni importatori non adempiono con la dovuta serietà all'obbligo legale del controllo autonomo.

L"USAV ha annunciato di aver adottato una serie di misure per migliorare la situazione. D'ora in poi gli importatori le cui merci sono state ripetutamente oggetto di contestazione devono notificare alle autorità cantonali i loro prodotti immediatamente dopo l'arrivo in Svizzera. Queste derrate alimentari saranno tenute sotto sequestro fino a quando le analisi dei laboratori cantonali non avranno dimostrato la loro conformità alla legge. Gli importatori devono inoltre rafforzare l'autocontrollo.

sda-ats

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