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Il ministro Guy Parmelin (foto d'archivio).

Keystone/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Il Consiglio federale si occuperà domani della vicenda "agro-fiscale" che vede coinvolto Guy Parmelin. Lo ha detto oggi il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann dopo essere stato sentito dalle commissioni della gestione (Cdg) delle Camere.

Ascoltato ieri delle due Cdg dopo le accuse formulate nei giorni scorsi dal "Blick" - riguardo a un suo intervento in governo tacendo interessi propri o famigliari - Parmelin aveva riconosciuto di aver commesso "un errore politico".

Oggi è toccato al collega Schneider-Ammann. Il bernese, interrogato dai giornalisti, non ha voluto sbilanciarsi: "Non so se ci sia stato conflitto d'interessi", ha dichiarato. Il governo discuterà domani della questione, in particolare delle linee direttive in fatto di ricusazione da parte di un suo membro. Le Cdg gli hanno posto una serie di domande per le quali si aspettano una risposta e torneranno a discutere della vicenda il 19 maggio.

Secondo il presidente della Cdg del Consiglio nazionale Alfred Heer (UDC/ZH), tocca al Consiglio federale decidere sulle direttive, non all'organo di vigilanza parlamentare. Il suo omologo alla Cdg degli Stati, Hans Stöckli (PS/BE), non ritiene che siano necessarie modifiche legali: "La legge è chiara. Bisogna precisare la pratica", ha affermato.

Anche Schneider-Ammann era stato oggetto di critiche, perché sarebbe stato suo compito, quale presidente della Confederazione, constatare un eventuale dovere di auto-ricusazione da parte di un membro del Consiglio federale in presenza di un conflitto di interessi. Secondo il consigliere federale bernese Parmelin non aveva tuttavia informato il governo riguardo al fatto di essere stato comproprietario, fino all'inizio di marzo, di un vigneto situato in zona edificabile.

Il quotidiano zurighese "Blick" aveva rivelato venerdì 6 maggio che Guy Parmelin, eletto il 9 dicembre in Consiglio federale, era intervenuto "in modo risoluto" in governo in favore di un esonero fiscale alla vendita di fondi edificabili attualmente utilizzati a scopo agricolo, nonostante avesse un interesse personale o famigliare.

Secondo il giornale, al momento della discussione con i colleghi, a metà febbraio e all'inizio di marzo, di tale privilegio fiscale, il ministro della difesa era comproprietario, con il fratello, di una parcella di vigna passibile di poterne beneficiare. Successivamente, il 5 marzo - riferiva ancora il "Blick" - Parmelin ha venduto la sua parte al fratello, con effetto retroattivo al primo gennaio 2016.

sda-ats

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