Votazioni federali: sondaggi divergenti, molti indecisi


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Votazioni federali, giochi ancora aperti

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

A poche settimane dalle votazioni federali del 12 febbraio appare ancora più che mai indecisa la sorte dei tre oggetti sottoposti al popolo. Due sondaggi pubblicati stamane, uno da gfs.bern per la SSR, l'altro da Tamedia, forniscono risultati contrastanti.

Il 12 febbraio gli svizzeri saranno chiamati ad esprimersi sulla terza riforma dell'imposizione delle imprese (RIE III), la naturalizzazione facilitata per gli stranieri di terza generazione e il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA).

Sondaggi discordanti sulla Rie III...

I due sondaggi sono stati realizzati con metodologie diverse e presentano esiti in parte assai discordanti. Secondo quello realizzato da gfs.bern, istituto incaricato dalla SRG SSR che fa capo al politologo Claude Longchamp R, se gli svizzeri avessero votato nella seconda metà di dicembre avrebbero accettato "certamente o piuttosto certamente" in una proporzione complessiva del 50% la Rie III, mentre solo il 35% avrebbe detto "no". Un 15% ancora non sapeva.

Del tutto diverso l'esito del sondaggio Tamedia: la RIE III sarebbe attualmente respinta dal 43% dei votanti e accolta dal 40%, mentre gli indecisi sono il 17%. Più in dettaglio, il 31% degli interpellati voterebbe "no", il 12% "tendenzialmente no", mentre sull'altro fronte i "sì" decisi arriverebbero al 22% e coloro che voterebbero "tendenzialmente sì" sono a quota 18%.

La riforma, che dovrebbe entrare in vigore nel 2019, è stata attuata sotto la pressione dell'Ocse e dell'Unione europea. Essa mira a sostituire con sgravi fiscali per tutte le imprese gli status speciali deprecati dalle due entità internazionali. La sinistra ha lanciato un referendum. Secondo un comitato formato da PS, Verdi, sindacati e altre organizzazioni, il progetto causerebbe ingenti perdite fiscali e concederebbe nuovi privilegi ad aziende e azionisti. Per i sostenitori - PLR, UDC, PPD, Verdi liberali e PBD - essa è invece il miglior mezzo per mantenere in Svizzera società di importanza internazionale e con esse posti di lavoro, contributi fiscali e investimenti.

... e sulla naturalizzazione agevolata

Esiti divergenti dei due sondaggi anche riguardo alla naturalizzazione agevolata per gli stranieri di terza generazione. Per gfs.bern essa è sostenuta addirittura dal 74%, contro un 21% che si dice contrario e un 5% di indecisi. Secondo Tamedia invece i favorevoli sono il 50% (39% di "sì" e 11% di "tendenzialmente sì"), mentre i "no" incalzano al 48% (39% di "no" e 9% di "tendenzialmente "no"). Gli indecisi sono il 2% soltanto.

Per i fautori, è un segno di riconoscenza consentire ai giovani stranieri della terza generazione, che sono nati in Svizzera, vi hanno frequentato le scuole e sono ben integrati, di poter acquisire più agevolmente la cittadinanza elvetica. Ad opporsi sono in particolare esponenti dell'UDC che temono si compia un primo passo verso una naturalizzazione automatica.

Sì tendenziale a FOSTRA

Anche sul terzo oggetto, il fondo stradale FOSTRA i due sondaggi divergono parecchio, ma sembrano delineare entrambi un "sì" alle urne. Secondo gfs.bern FOSTRA è sostenuto dal 60% e avversato dal 32%, mentre il rilevamento di Tamedia dà un 44% di favorevoli contro un 33% di contrari (il 13% sono "no" decisi, il 20% tendenziali). Ben il 23% gli indecisi, la quota più alta fra i tre temi in votazione.

Il FOSTRA è sostenuto dai partiti borghesi e dal mondo economico che vedono nel progetto un modo per finanziare in maniera duratura l'infrastruttura stradale. Gli oppositori - PS, associazioni ambientaliste e probabilmente Verdi (si devono ancora esprimere) - rappresenta un modo antiquato di immaginare la mobilità futura che porterà più traffico e cemento.

Metodologie diverse

I due sondaggi si distinguono per metodologia e periodo di raccolta dei dati. Quello di gfs.bern per la SSR è stato condotto tra il 19 e il 30 dicembre, date fra le quali sono state interrogate telefonicamente 1206 persone. Il margine d'errore è indicato al +/- 2,9%.

Il sondaggio di Tamedia, curato dai politologi Lucas Leemann e Fabio Wasserfallen, si basa sulle risposte fornite online da 13'997 persone il 2 e il 3 gennaio. I dati sono stati in seguito ponderati secondo variabili demografiche, geografiche e politiche. Il margine d'errore indicato è del +/- 1,2%.

SDA-ATS

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