La Banca centrale europea non potrà, da sola, rilanciare la crescita in modo duraturo: lo ha affermato a Davos il presidente del consiglio di amministrazione di UBS Axel Weber che ha accusato i politici europei "di non aver fatto il loro lavoro".

Alla vigilia della probabile decisione della BCE di procedere a massicci acquisti di debito pubblico, Weber ritiene che tale misura permetterà soltanto di temporeggiare: "ma se acquistate tempo per non utilizzarlo in seguito, è come prendere una medicina che non ha effetto".

Secondo Weber, ex presidente della Banca centrale tedesca, la BCE ha già fatto troppo: spetta ora ai politici "fare il loro lavoro" per fronteggiare "i numerosi problemi"del Vecchio Continente. Oggi la ripresa non è all'orizzonte e l'Europa, confrontata a rischi di deflazione e a una forte disoccupazione, dovrà varare riforme senza poter sfuggire all'occhio vigile dei mercati.

Quanto all'abbandono della soglia minima di cambio franco/euro, Weber ritiene che la Banca nazionale abbia agito correttamente. "Sapevamo che si trattava di una misura temporanea e che sarebbe terminata in modo brusco". La decisione avrà un notevole impatto sull'economia svizzera, ma "sono fiducioso" che saprà far fronte alla nuova realtà: "Sulla normalizzazione dei tassi di cambio sono ottimista".

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