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Il consigliere federale Ueli Maurer immortalato a margine del Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR)

Keystone/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

Se la piazza finanziaria elvetica vuole mantenere la sua forza internazionale non deve dormire sugli allori. A livello mondiale non viene regalato nulla.

Lo ha affermato oggi il ministro delle finanze Ueli Maurer in un incontro con i media alla chiusura del Forum economico mondiale (WEF) di Davos.

Malgrado l'aumentata insicurezza, la Svizzera è fino ad ora riuscita a mantenere la sua competitività, ha sottolineato il consigliere federale. Tuttavia la Brexit rappresenta una grande sfida per il settore finanziario europeo.

Esprimendosi sull'insediamento odierno di Donald Trump alla presidenza statunitense, Maurer ha ricordato che le borse hanno accolto bene la sua elezione. Il tycoon americano "non dovrebbe poi essere così male come descritto dai vari media", ha aggiunto.

Maurer ha approfittato della conferenza stampa per difendere la terza riforma dell'imposizione delle imprese (RI imprese III), in votazione il prossimo 12 febbraio, che è seguita con interesse dalle aziende del mondo intero.

"Nel caso in cui vincesse il no, si rischia che le società, comprese quelle elvetiche, non investano più in Svizzera", ha messo in guardia. Secondo Maurer, è anche necessario mettere tempestivamente in atto un programma di risparmi.

Oggi pomeriggio il responsabile del Dipartimento federale delle finanze incontrerà l'omologo francese Michel Sapin. Nel corso del suo soggiorno nella località grigionese, Ueli Maurer ha incontrato 17 dirigenti politici e rappresentanti del mondo economico.

SDA-ATS