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Il tribunale amministrativo cantonale di Zugo ha accolto un ricorso del presidente cantonale UDC, il consigliere nazionale Thomas Aeschi. In futuro i comuni saranno tenuti a comunicare su richiesta dei partiti gli indirizzi dei giovani elettori e dei nuovi arrivati sul territorio.

KEYSTONE/ALEXANDRA WEY

(sda-ats)

In futuro i comuni del canton Zugo saranno tenuti a comunicare su richiesta dei partiti gli indirizzi dei giovani elettori e dei nuovi arrivati sul territorio.

Lo ha stabilito il tribunale amministrativo cantonale, accogliendo un ricorso del presidente cantonale UDC, il consigliere nazionale Thomas Aeschi.

Durante la campagna elettorale federale dello scarso anno il deputato - noto fra l'altro per essere stato in dicembre candidato ufficiale dell'UDC al Consiglio federale, insieme a Guy Parmelin (VD) e Norman Gobbi (TI) - voleva scrivere personalmente ai nuovi elettori, invitandoli a scegliere la lista UDC. Aveva quindi chiesto un apposito elenco a tutti e undici i comuni del cantone.

Uno solo aveva però risposto in modo affermativo: gli altri dieci - spalleggiati anche dai servizi cantonali di protezione dei dati - erano dell'opinione che fornire le informazioni avrebbe significato violare i diritti degli interessati.

Aeschi aveva impugnato queste decisioni presso il consiglio di stato, che le aveva però confermate. Convinto che le pubblicazioni politiche non possono essere considerate pubblicità in senso stretto, il consigliere nazionale si è allora rivolto al tribunale amministrativo, che gli ha dato ragione.

In una sentenza di cui riferisce oggi il portale online del Blick i giudici vedono nella propaganda elettorale uno scopo ideale degno di protezione. A loro avviso la fornitura di dati è quindi conforme al principio della proporzionalità.

sda-ats

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