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La Città di Zurigo dovrà abbandonare l'energia nucleare entro il 2034. I votanti hanno approvato con una maggioranza del 70,4% (72'560 'sì' e 30'494 'no') una modifica in tal senso del regolamento comunale. La partecipazione ha raggiunto il 47,1%.

Alla votazione si è arrivati in seguito ad una mozione rosso-verde approvata dal Consiglio comunale nel 2012. Nel 2008 i cittadini zurighesi avevano già approvato in votazione popolare il principio dell'uscita dal nucleare, ma senza fissare un termine.

Per i sostenitori della modifica, il fatto di fissare un limite temporale permetterà di avere una base giuridica solida per pianificare l'abbandono dell'energia nucleare. La decisione rappresenta inoltre un segnale verso il resto della Svizzera.

La Città di Zurigo controlla il 15% della centrale nucleare di Gösgen (SO) e ha una partecipazione del 20,5% in una società che fornisce all'azienda elettrica cittadina (ewz) corrente prodotta dalla centrale di Leibstadt (AG) e da diverse centrale nucleari francesi.

Con una maggioranza del 74,8% (76'350 'sì' e 25'687 'no'), gli zurighesi hanno inoltre approvato crediti per un totale di 240 milioni di franchi destinati alla ristrutturazione a all'ampliamento del palazzo dei congressi realizzato nel 1939 in riva al lago.

La vecchia struttura sarà risanata in modo da accogliere fino a 2500 congressisti. Anche la contigua sala per i concerti di musica classica della "Tonhalle", inaugurata nel 1895, sarà risanata.

Nel 2008 i cittadini zurighesi avevano bocciato il progetto per un centro dei congressi da realizzare "ex novo" sul sito di quello attuale e che avrebbe potuto accogliere fino a 3000 persone. Il progetto dell'architetto spagnolo Raphael Moreno comprendeva anche un hotel e sarebbe venuto a costare 380 milioni di franchi.

sda-ats

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