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Uno su quattro non crede Le religioni in Svizzera

I simboli di ebraismo, cristianesimo, induismo, islam e buddismo su un monumento in un cimitero

Cimitero di Gerliswil, comune di Emmen, canton Lucerna.

(Keystone)

Nel paese il cui inno nazionale è un Salmo, sono ormai una su quattro le persone che si dichiarano senza confessione; crescono però i nuovi cristiani e l'islam (integrato).

"Di che religione siete", ci chiedono, "in Svizzera?" Storicamente, il paese è diviso tra cantoni protestanti (come Zurigo, Berna, Basilea e Vaud) e cattolici (tra i quali Friborgo, Vallese, Ticino e quelli della Svizzera centrale). Ancora oggi, i giorni festivi1 variano da cantone a cantone seguendo l'una o l'altra tradizione.

Il confronto-scontro tra cattolici e protestanti, peraltro, ha scandito la storia del Paese e ne ha formato il carattere. Dalla prima guerra di KappelLink esterno (1529), nota per una zuppa che le opposte fazioni consumarono dallo stesso calderone (e per il pragmatismo e la capacità di trovare un compromesso che la zuppa simboleggia) alla guerra del SonderbundLink esterno2 (1843-1847), ovvero l'ultimo, vero conflitto prima della nascita dello Stato federale nel 1848.

Helveticus - La zuppa di Kappel


La Riforma, nel Cinquecento, si impose nelle grandi città e divise un cantone (Appenzello3). Non conquistò le regioni di campagna ma, come vedremo, non si può dire che il pensiero protestante non abbia influenzato anche il cattolicesimo.

Tra non (più) credenti e "nuove" religioni

Negli ultimi anni, in Svizzera, le due religioni storiche hanno perso terreno. Secondo i datiLink esterno dell'Ufficio federale di statistica, dal 2000 al 2016Link esterno i cattolici sono passati dal 42.3 al 36,5% e i protestanti dal 33.9 al 24.5%. A raddoppiare e oltre, sono le persone che si dichiarano senza confessione (dall'11.4 al 24.9%). Aumentano anche i musulmani (dal 3,6 al 5,2%) e gli "altri cristiani".

(1)

In un grafico a torta, l'appartenenza religiosa della popolazione svizzera

La Svizzera, osserva Bruno Boccaletti, responsabile delle trasmissioni religiose della RSI [video sotto], sta diventando un 'puzzle'. È normale, in un Paese di forte immigrazione (gli stranieri, nel 2017, costituivano il 25%Link esterno della popolazione). Si osserva, al contempo, una trasformazione interna alla cristianità.

Chiese ufficiali e cattolicesimo svizzero

La chiesa cattolica romana e quella evangelica riformata sono dette 'ufficiali' e citate esplicitamente nelle costituzioniLink esterno (per esempio di Grigioni e Ticino). Sono corporazioni di diritto pubblico e possono riscuotere l'imposta di culto (prelevata a livello comunale, ma non ovunque).

Il fattore immigrazione, le chiese cantonali, l'Islam moderato e integrato


Peculiarità del cattolicesimo svizzero sono le chiese cantonaliLink esterno, che non coincidono con le diocesi e anzi possono entrare in contrasto con esse. A livello locale, è attivo invece il consiglio parrocchiale, che presenta una differenza fondamentale con il Consiglio per gli affari economici della parrocchia presente in Italia: non è nominato né presieduto dal parroco, ed è un organo elettivoLink esterno.

Questa struttura è in parte specchio dell'ordinamento civile ("in Svizzera si vota su tutto"), in parte un allineamento all'organizzazione della Chiesa evangelica, per avere pari peso nel rapporto con le autorità.

Il caso di Bürglen

Di come i cattolici svizzeri si sentano meno condizionati dalle gerarchie ecclesiastiche, e di come la discussione democratica permei all'interno delle parrocchie, emblematica è la vicenda di BürglenLink esterno, nel canton Uri.

Il parroco Wendelin Bucheli -reoLink esterno di aver benedetto una coppia di lesbiche- era stato sollevato dall'incaricoLink esterno dal vescovo di Coira Vitus Huonder e destinato a rientrare nella diocesi di ordinazione (Losanna).

Immagine dell'interno della chiesa parrocchiale di Bürglen con fedeli che si alzano alla fine di una funzione

I fedeli di Bürglen ritratti all'epoca dell'aperto contrasto con la Diocesi (febbraio 2015)

(Keystone)

Il prete, appoggiato dal Consiglio parrocchiale, si è oppostoLink esterno: a Bürglen si trovava bene e riteneva di non aver completato la sua opera pastorale. I fedeli, d'altra parte, volevano tenersiLink esterno il loro sacerdote, e fiancheggiati da una dozzina di associazioni cattoliche hanno portato la protesta sui media nazionali.

L’hanno infine spuntata. Il sacerdote è rimasto al suo postoLink esterno, in cambio del semplice impegno a non benedire più unioni tra omosessuali.

Islam

Se cattolici e protestanti fanno capo a una chiesa 'ufficiale', la terza religione del Paese è invece frammentata e ancora rappresentata da associazioni di diritto privato. 

In Svizzera da decenni (arrivò con l'immigrazione turca, poi con quella balcanica), è un islam perlopiù integrato: l'uso delle lingue nazionali e l'adesione a un progetto come 'La casa delle religioniLink esterno' dimostra la ricerca di una reciproca conoscenza e comprensione con altre confessioni e comunità.

In anni recenti, la Svizzera non è stata tuttavia al riparo da fenomeni di radicalizzazione islamista. La moschea An ‘Nur di Winterthur, dalla quale secondo varie fonti almeno cinque ragazzi sarebbero partiti per unirsi all’Isis in Siria, è stata chiusa nel 2017 dopo due interventi della polizia. 

vignetta con l'imputato a processo

L'imam etiope si è difeso affermando che non capiva bene il significato delle sue parole in arabo.

(Keystone)

Nel primo blitz, era stato arrestato un imam etiope, poi condannato per aver incitato a uccidere i musulmani non praticanti. Successivamente, erano stati arrestati dieci uomini con l’accusa di aver picchiato due fedeli che avevano trasmesso informazioni a un giornalista.

Nel settembre 2017, un controverso predicatore di Bienne in Svizzera da quasi vent’anni ha persoLink esterno per sempre lo status di rifugiato e il diritto all’asilo per essersi recato più volte nel suo paese d’origine, la Libia. 

L’uomo, 64 anni, era finito al centro della cronacaLink esterno poiché avrebbe auspicato, nelle preghiere del venerdì, l’annientamento dei nemici dell’Islam.

La casa delle religioni

Sotto lo stesso tetto, dal dicembre 2014, convivono a Berna spazi di culto di indù, protestanti, musulmani e buddisti. Ebrei, Baha'í e Sikh hanno aderito al progetto. È detta Casa delle religioni, ed è una prima esperienza che potrà essere replicata in altre città svizzere, per fare posto alle nuove confessioni e coinvolgere nella vita pubblica nuove comunità.

La casa delle religioni


La Casa delle religioni di Berna è costata 10 milioni di franchi. È sorta grazie a una sottoscrizione che ha coinvolto moltissimi donatori privati. Consistente è il contribuito di due Chiese cantonali (evangelica riformata e cattolica, un milione ciascuna). La Città ha versato due milioni.

La separazione (non sempre netta) tra Stato e Chiese

Mentre la città di finanzia la Casa delle religioni, il Cantone vuole licenziare preti e pastori. Sì, perché a Berna i ministri delle chiese ufficialiLink esterno (cattolica, riformata e cattolico-cristiana) sono dipendenti dello Stato. Il governo, pur riconoscendo che "il contributo delle Chiese vale i soldi pubblici che ricevono", vorrebbe che assumesseroLink esterno i loro pastori e si studiasse un nuovo metodo di finanziamento (cfr. progetto di revisioneLink esterno).

Nel canton Ticino, si era arenataLink esterno nel 2015 la proposta di inserire nel programma di scuola media un corso di Storia delle religioni, da alternare (ogni due settimane) a quello confessionale. Era mancato in particolare il consenso della Chiesa cattolica, che nel 2017 ha invece accettato l'introduzioneLink esterno di tale corso nell'ultima classe di scuola obbligatoria.

La tradizione

È vero che in Svizzera, negli ultimi dieci anni, sono raddoppiate le persone che si dichiarano senza confessione. È vero che i cristiani, pur in maggioranza, partecipano sempre meno alle funzioni. Ma gli svizzeri sono anche legati alle tradizioni: processioni e rievocazioni storiche, feste patronali sono elementi identitari e culturali.

Così come lo sono il campanile (è invece iscritto nella Costituzione il divieto di edificare minaretiLink esterno) e l'inno nazionale, il Salmo svizzeroLink esterno, che è un'invocazione a Dio. 

Nel 2014 è stato indetto un concorsoLink esterno per comporne uno nuovo dalla Società svizzera di utilità pubblica, che nel 2015 ha proclamato vincitoreLink esterno un nuovo testo che appoggia sulla melodia attuale.

Da allora, la Ssup si adoperaLink esterno affinché sia cantato nelle scuole e negli eventi pubblici, poiché l’unico modo per introdurre un nuovo inno è che siano i cittadini, ad adottarlo. Ciò che, almeno per ora, non è avvenuto. 


Note

1 San Giuseppe, Corpus Domini e SS. Pietro e Paolo -festività soppresse in Italia- in alcuni cantoni svizzeri sono festivi: i negozi sono chiusi, così come gli sportelli pubblici, le banche e la maggior parte delle aziende [cfr. La Svizzera a tratti - I giorni festivi]

2in realtà, la guerra del Sonderbund (dal nome di un'alleanza segreta tra cantoni cattolici) è soprattutto una contrapposizione tra conservatori e liberali (i primi vogliono l'indipendenza dei cantoni, i secondi mirano a una Confederazione più unitaria) nonché tra campagne e città. Curiosamente, l'esercito di 80'000 uomini dei separatisti cattolici è guidato da un protestante (il generale Johann Ulrich von Salis-Soglio) mentre a capo dell'armata federale di 100'000 uomini c'è un conservatore (il generale Guillaume-Henri Dufour).

3 Con la controriforma, nel 1597, ci fu la scissione tra Appenzello Esterno (protestante) e Appenzello Interno (cattolico)


* attualizzato dall'autore il 7 febbraio 2018

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