Tutte le notizie in breve

Il caso di Jason Rezaian è al centro della vicenda.

KEYSTONE/FR170882 AP/MOLLY RILEY

(sda-ats)

Diventa materia di polemica elettorale negli Usa il pagamento di 400 milioni di dollari in contanti all'Iran lo scorso gennaio in coincidenza con la liberazione a Teheran di alcuni prigionieri americani, tra cui il corrispondente del Washington Post Jason Rezaian.

"Obama ha mentito, fu un riscatto", accusa il candidato presidenziale repubblicano Donald Trump insieme ai parlamentari del suo partito più ostili all'accordo sul nucleare.

"Nessun riscatto", ribadisce la Casa Bianca, ripetendo che si trattava della prima tranche di un accordo da 1,7 miliardi di dollari per risolvere una disputa risalente alla fine del regime dell'ultimo Scià Mohammad Reza Pahlavi, quando Teheran pagò 400 milioni di dollari al Pentagono per forniture militari poi non effettuate a causa della rivoluzione islamica che depose lo scià.

Gli attacchi dei repubblicani, sostiene Josh Earnest, portavoce dell'amministrazione Obama, "sono un'indicazione solo di quanto malamente i detrattori dell'accordo sul nucleare iraniano si stiano sforzando di giustificare la loro opposizione ad una intesa di successo".

Ma a dare loro il destro per attaccare è stata l'ammissione ieri di John Kirby, portavoce del dipartimento di stato americano: per la prima volta ha riconosciuto che il pagamento è stato usato come leva di pressione per il rilascio degli ostaggi, tanto che gli iraniani hanno potuto caricare i soldi su un cargo a Ginevra solo dopo il decollo dell'aereo da Teheran con a bordo i prigionieri. La linea dell'amministrazione Obama resta la stessa: le due questioni sono state negoziate per anni separatamente attraverso canali diversi e non sono legate tra loro. Un apparente escamotage diplomatico, come fece l'allora presidente John Kennedy quando rimosse i missili nucleari dalla Turchia come parte dell'accordo con l'Urss per mettere fine alla crisi dei missili, negando che le due cose fossero collegate.

Evidentemente Usa e Iran volevano arrivare all'"implementation day" dell'accordo sul nucleare risolvendo le dispute in sospeso. Ma finora Washington non aveva mai rivelato il 'timing' del pagamento dei 400 milioni, forse per non creare polemiche o sospetti. Che scoppiano ora. Trump non si è fatto sfuggire l'occasione, vedendo nell' ammissione di Kirby la conferma alle sue accuse che Obama aveva mentito. "Uno scandalo", ha twittato, accusando anche la sua rivale democratica alla Casa Bianca Hillary Clinton, rea a suo avviso di aver iniziato i negoziati per dare i 400 milioni in contanti a Teheran.

Accuse che compattano i repubblicani, compresi gli ex nemici delle primarie. "L'amministrazione Obama ha mandato un aereo carico di cash all'Iran come riscatto legato all'accordo sugli ostaggi", ha denunciato il sen. Marco Rubio. Gli ha fatto eco il sen. Ted Cruz, secondo cui il pagamento dimostra che l'accordo sul nucleare "non è altro che una serie di tangenti e accordi segreti che non faranno nulla per impedire all'Iran di raggiungere la capacità nucleare, anzi, fornirà fondi per la loro sponsorizzazione del terrorismo e li incoraggerà a detenere altri nostri cittadini".

sda-ats

 Tutte le notizie in breve