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Da sette scatole di sigari cubani ad alcune biciclette olandesi, passando per una scultura incastonata in pietre preziose. Sono tra i regali ricevuti l'anno scorso dal presidente Usa Barack Obama e resi pubblici come ogni anno dal dipartimento di Stato.

Ci sono doni proveniente da Cuba, Arabia Saudita, Qatar, persino dall'Iran ma niente dalla Russia.

Secondo le disposizioni del governo americano, il presidente non può tenere i doni, quindi si tratta di gesti simbolici allo scopo di 'rompere il ghiaccio' nelle relazioni diplomatiche tra i diversi paesi. Il presidente può tuttavia decidere di tenerli ma pagando per il loro valore.

La scultura inviata dall'Arabia Saudita, ad esempio, ha un valore di quasi 522mila dollari, mentre i sigari cubani valgono oltre 4mila dollari. Ma l'Avana, in seguito al ripristino delle relazioni tra i due paesi, è stata anche più generosa.

Lo scorso aprile il presidente cubano Raul Castro ha inviato agli Obama una confezione con dieci cd di musica cubana, quattro bottiglie di liquore, profumi e altri sigari. I doni dalla Russia sono invece arrivati fino al 2015, ma quest'anno la tradizione è stata interrotta in seguito alle tensioni per l'intervento di Mosca in Ucraina e l'aiuto al presidente siriano Bashar Al Assad.

sda-ats

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