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Visioni a confronto


Scientology: religione, setta o multinazionale?




Berna, giugno 2014: campagna informativa di Scientology per celebrare i 40 anni di attività in Svizzera. (Keystone)

Berna, giugno 2014: campagna informativa di Scientology per celebrare i 40 anni di attività in Svizzera.

(Keystone)

Attiva in Svizzera da 40 anni, Scientology è da sempre oggetto di controversia. Per alcuni è una multinazionale totalitaria ed elitaria, per altri una filosofia religiosa applicata. Swissinfo.ch ha messo a confronto le opinioni del più alto rappresentante di Scientology in Svizzera e di un rinomato esperto di sette.

Per Jürg Stettler, portavoce di Scientology in Svizzera e in Germania, è chiaro: Scientology è una religione, non una setta. «Il termine ‘setta’ viene utilizzato soltanto dai detrattori per escludere dei gruppi».

Georg Otto Schmid del centro d’informazione evangelico Relinfo la pensa in modo diverso. «Dal punto di vista della struttura, Scientology assomiglia a una multinazionale, organizzata in maniera estremamente gerarchica. Vi regnano un assoluto divieto di critica e un marcato elitarismo».

swissinfo.ch: Come fa a sapere che la critica è vietata?

G. O. S.: Lo dicono gli ex membri di Scientology. Affermano che la critica è impossibile. Chi esprime delle critiche ha qualcosa da nascondere. La persona in questione deve allora sottoporsi a un controllo di sicurezza e viene presa in consegna fino a quando rinuncia alle sue critiche.

J. S.: Il signor Schmid agisce come un apologeta contro le religioni minoritarie. È il suo lavoro. È per questo che è stato ingaggiato dalla Chiesa evangelica. Molte delle cose che dice sono false.

G. O. S.: Non sono “ingaggiato dalla Chiesa evangelica”, bensì un impiegato di un’associazione indipendente sostenuta dalle Chiese riformate della Svizzera tedesca. La nostra associazione ha il compito di difendere i consumatori a livello religioso. Siamo dalla parte dei consumatori. Offriamo consulenza a chi vuole uscire da Scientology.

Scientology è strutturata in modo antidemocratico. È per questo motivo che in molti paesi è criticata.

J. S.: È assurdo. Invitiamo sempre più gente nella nostra chiesa e organizziamo eventi in cui si presentano le voci critiche. Accettiamo le critiche, che sono qualcosa di auspicato e di assolutamente non vietato.

swissinfo.ch: Come è riconosciuta Scientology in Svizzera?

J. S.: Dobbiamo essere sinceri. Scientology è controversa, anche a causa di alcuni critici, peraltro pochi, che regolarmente si esprimono sui media. Siamo comunque sempre più accettati e abbiamo buoni contatti con le università e i teologi. Rispetto alla situazione di 15 anni fa abbiamo fatto grandi passi avanti.

swissinfo.ch: Nessuna organizzazione suscita così tante critiche sulla stampa e tra l’opinione pubblica come Scientology. Come mai?

J. S.: Bisognerebbe girare la domanda ai media. È da 30 anni che determinati media fanno di tutto per evitare che vengano pubblicate notizie positive su Scientology. A inizio ottobre, ad esempio, la Corte dei diritti umani di Strasburgo ha sentenziato che, a San Pietroburgo, Scientology può essere registrata in quanto chiesa. In Svizzera, soltanto l’agenzia di stampa internazionale cattolica ha diffuso questa notizia.

G. O. S.: Scientology suscita parecchia attenzione siccome spende molti soldi per la pubblicità e si fa promuovere da personaggi celebri. Quando membri della cerchia più ristretta abbandonano l’organizzazione, la notizia fa scalpore.

Inoltre, c’è il fatto che Scientology non è in attesa della fine del mondo, come i Testimoni di Geova. Vuole invece assumere il controllo di questo mondo. È per questo che i media si fanno carico, a giusto titolo, di questo compito di sorveglianza.

J. S.: Certo, ci adoperiamo per un mondo migliore. È però assurdo affermare che vogliamo assumerne il controllo.

swissinfo.ch: Non abbiamo trovato nessun ex membro di Scientology disposto a parlare, neppure in forma anonima. Tutti dicono di aver paura. Come spiegare questa situazione?

J. S.: A dire il vero, ritengo che negli ultimi anni non vi siano stati nuovi casi problematici di gente che voleva uscire da Scientology…

G. O. S.: Le persone che hanno lasciato Scientology di recente hanno paura di irritare l’organizzazione. Lì hanno anche stretto delle amicizie, che non vogliono compromettere. Se non si esprimono pubblicamente delle critiche, si può continuare ad avere dei contatti con i membri di Scientology, anche se non se ne fa più parte.

Chi parla apertamente della sua appartenenza a Scientology potrebbe poi incontrare problemi al momento di cercare un lavoro. Oggigiorno, i capi del personale preferiscono assumere gente che non ha questo trascorso. I membri di organizzazioni radicali sono visti, a torto, come persone labili.

swissinfo.ch: Un membro attivo di lunga data deve firmare un documento di confidenzialità se vuole lasciare Scientology?

J. S.: In quanto membro attivo, ho ovviamente firmato un accordo di non divulgazione. Ma ciò non vuol dire che non posso dire nulla sul periodo che ho trascorso con Scientology. Non lo sopporterei. Non posso però parlare di questioni confidenziali interne.

swissinfo.ch: I membri di Scientology corrispondono a un profilo tipo?

J. S.: No. In questa religione c’è gente di ogni orizzonte: insegnanti, casalinghe, uomini d’affari,… In passato, Scientology veniva definita una setta di giovani, come gli Hare Krishna. Oggi l’età media si aggira attorno ai 40 anni.

In Svizzera non abbiamo nessuno di grosso calibro come Tom Cruise o John Travolta. Ci sono comunque persone note, che a causa della controversia attorno a Scientology preferiscono evitare di presentarsi pubblicamente.

G. O. S.: Solitamente, le persone che aderiscono a Scientology non sono alla ricerca di spiritualità. Si tratta invece di gente con problemi. Scientology sostiene di avere una soluzione a tutto. All’inizio si segue un corso di comunicazione e poi ci si sottopone all’auditing, una sorta di seduta terapeutica, dove si raccontano cose che, magari, non si sono mai dette a nessuno. Ciò può essere un sollievo. Ma poi subentra la pressione. Si viene costantemente incitati ad incrementare il volume d’affari.

swissinfo.ch: Scientology approfitta dunque delle persone deboli e influenzabili?

J. S.: Anche questo è un cliché. Abbiamo molta gente che è bene integrata nella società, che ha una famiglia e che vuole dare più senso alla propria vita. Lei suppone che si tratti di persone labili. Io però dico che bisogna avere un minimo di carattere per far parte di Scientology.

swissinfo.ch: Anche una persona con pochi soldi può seguire i corsi?

Scientology

Scientology è stata fondata negli Stati Uniti nel 1952 da L. Ron Hubbard (1911-1986).

Il suo obiettivo è di creare un mondo senza guerra, senza criminalità e senza follia.

Al centro del suo insegnamento vi è la dianetica. Secondo questo metodo sviluppato da Hubbard, l’essere umano è uno spirito immortale (chiamato Thetan), le cui potenzialità sono indebolite a causa di traumi psichici o fisici subiti in passato.

Scientology afferma di poter “ripulire” l’essere umano attraverso dei corsi e degli auditing.

J. S.: Sì. Ci finanziamo con i contributi versati per i corsi e per l’auditing. Chi non ha soldi può diventare un membro a pieno titolo e lavorare per Scientology. In cambio può beneficiare gratuitamente di tutti i nostri servizi. Ci aspettiamo sempre un contributo, finanziario o lavorativo.

G. O. S.: Dobbiamo differenziare due gruppi. C’è dapprima lo staff, ovvero i collaboratori che seguono gratuitamente i corsi e che lavorano per un salario ridotto. Devono tenere delle statistiche settimanali e incrementare il fatturato. Il secondo gruppo acquista i corsi e mantiene il proprio impiego. Lo staff spinge queste persone a iscriversi al maggior numero di corsi possibile e, se necessario, a chiedere un prestito.

Conosco comunque anche membri di Scientology che sono felici, gente che sa resistere alla pressione. Fanno parte dell’organizzazione da 30 anni e partecipano forse a un corso all’anno.

J. S.: A Zurigo, soltanto tre o quattro dei 120 membri attivi si occupano di generare entrate tramite i corsi…

swissinfo.ch: Quale tipo di rapporto intrattiene un membro di Scientology con gli amici e i famigliari che invece non ne fanno parte?

J. S.: Ci sono molte coppie in cui uno dei due non è membro. È una relazione che può funzionare senza problemi, salvo se uno dei due partner è radicalmente contrario. Non si può imporre al partner di aderire a Scientology. Si tratta di una scelta spirituale, non di un corso alla Migros.

G. O. S.: Il contatto con i non membri è permesso soltanto se questi non criticano Scientology. I critici vengono definiti degli “oppressori” e in questo caso il contatto non è permesso.

J. S.: Non è vero. I critici non vengono chiamati automaticamente “oppressori”.

swissinfo.ch: Scientology s’impegna anche nel campo dei diritti umani, della prevenzione della tossicodipendenza e nelle scuole. Per quale motivo?

J. S.: Scientology si è sempre impegnata a livello sociale. Non siamo un club di meditazione. Il nostro obiettivo è un mondo senza guerra, senza criminalità e senza follia.

swissinfo.ch: Non c’è quindi nulla da obiettare, no?

Scientology in Svizzera

Scientology è attiva in Svizzera dal 1974. Secondo i dati forniti dall’organizzazione, nelle cinque chiese e nelle sei missioni presenti sul territorio lavorano oltre 300 persone a tempo pieno. I membri in Svizzera sarebbero 5'500.

Nel 2015, Scientology intende aprire un nuovo centro a Basilea, tra i più grandi d’Europa.

Secondo il centro d'informazione evangelico Relinfo, i membri attivi di Scientology sarebbero meno di mille.

G. O. S.: Evidentemente, impegnarsi in favore dei diritti umani è una buona cosa. Chi però parla dei diritti umani verso l’esterno, quando al suo interno non li rispetta, agisce con ipocrisia. Scientology vuole cambiare la società e, ad esempio, vuole curare l’omosessualità. Non si è mai distanziata da questa posizione.

J. S.: Fino al 1967, la psichiatria considerava l’omosessualità una malattia mentale. Non si può dunque biasimare Scientology per affermazioni risalenti agli anni Cinquanta. Anche nella Bibbia sono contenute cose molto brutali. Inoltre, le coppie omosessuali non sono riconosciute nemmeno dall’islam, dal buddismo, dall’induismo o dalla Chiesa cattolica.

swissinfo.ch: Perché i genitori che mandano i loro figli nelle scuole private ZIEL non vengono informati che queste appartengono a Scientology?

J. S.: Non appartengono propriamente a Scientology, anche se i direttori ne sono membri. I genitori sono informati che vengono applicati i metodi d’insegnamento di L. Ron Hubbard [il fondatore di Scientology, ndr].

G. O. S.: Il metodo d’insegnamento di Hubbard è parte di queste strutture e trasmette la visione dell’essere umano di Scientology. In Svizzera, queste scuole che veicolano una concezione del mondo sono consentite. Bisogna semplicemente essere trasparenti.

swissinfo.ch: Scientology è cambiata in questi ultimi dieci anni?

Religione o setta?

A differenza di paesi quali gli Stati Uniti, la Spagna, l’Italia o la Svezia, la Francia considera Scientology una setta, non una religione.

In Svizzera, spetta alle autorità cantonali definire la loro politica in materia di religione. La maggior parte dei cantoni fa una distinzione tra chiese nazionali e semplici associazioni. Nessun cantone riconosce Scientology in quanto chiesa nazionale. (Fonte: Georg Otto Schmid)

Lo statuto di Scientology in Svizzera è controverso. Diverse autorità e tribunali la considerano una comunità religiosa. Finora non può però beneficiare delle esenzioni fiscali accordate alle religioni. (Fonte: Jürg Stettler).

G. O. S.: A mio modo di vedere, non è cambiato quasi nulla. Si tratta di un’organizzazione incredibilmente dogmatica che si basa sugli insegnamenti degli anni Cinquanta e Sessanta di L. Ron Hubbard. Se non si distaccherà da questi insegnamenti arretrati, diventerà obsoleta.

J. S.: Potremmo anche dire che la Chiesa riformata, a cui peraltro appartengo, è arretrata siccome si basa sulla Bibbia. Ogni religione ha la sue scritture fondamentali e un suo fondatore. Non c’è alcuna religione che modifica i suoi dogmi ogni dieci anni.

In Svizzera, Scientology è sicuramente diventata più moderata. Da anni non ha più querelato alcun critico. Anche in merito ai prestiti siamo diventati più cauti. Negli anni Ottanta e Novanta è capitato che delle persone chiedessero prestiti che non potevano rimborsare.

swissinfo.ch: Signor Schmid, intravvede in Scientology anche qualche punto positivo?

G. O. S.: Ogni comunità ha i suoi punti di forza. I primi corsi di Scientology possono rafforzare la fiducia in sé stessi. È positivo anche il fatto che si parli di esperienze opprimenti vissute in passato. L’approccio è corretto, ma le soluzioni sono superate.

swissinfo.ch: E lei, signor Stettler, ritiene che ci siano aspetti di Scientology che si possono criticare?

J. S.: Bisogna migliorare la trasparenza, anche internamente. Non vogliamo chiuderci in noi stessi, ma informare di più e diventare più aperti.

swissinfo.ch

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