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Votazioni federali del 25 settembre


Una certa incertezza plana ancora sui risultati




Tra gli intervistati, il consenso al progetto che introduce nuove misure di sorveglianza è diminuito. (Keystone)

Tra gli intervistati, il consenso al progetto che introduce nuove misure di sorveglianza è diminuito.

(Keystone)

L’istituto gfs.bern ha presentato mercoledì il suo ultimo sondaggio prima delle votazioni federali del 25 settembre. A meno di due settimane dallo scrutinio, i risultati non possono essere previsti con una certezza assoluta. La Legge sulle attività informative potrebbe in particolare riservare una sorpresa.

Se la votazione si fosse svolta a inizio settembre, la Legge sulle attività informative sarebbe stata accettata. L’iniziativa sull’AVS sarebbe invece stata respinta mentre quella per un’«economia verde» avrebbe raccolto una leggera maggioranza di ‘sì’, indica l’istituto gfs.bern, che ha realizzato il sondaggio per conto della Società svizzera di radiotelevisione (SSR), di cui fa parte swissinfo.ch.

Nel dettaglio, i risultati si presentano nel modo seguente:

 (swissinfo.ch)
(swissinfo.ch)

Probabilmente nessun aumento delle pensioni

L’iniziativa della sinistra denominata «AVS plus» chiede che le rendite dell’assicurazione vecchiaia e superstiti siano aumentate del 10%. I fautori ritengono che si tratti di un adattamento necessario per compensare la diminuzione dei rendimenti della previdenza professionale (il cosiddetto secondo pilastro del sistema pensionistico svizzero), mentre gli avversari puntano il dito su un aumento insopportabile dei costi per un’assicurazione già fortemente sotto pressione a causa dell’invecchiamento demografico.

In occasione del primo sondaggio, l’iniziativa era ancora in testa e poteva avvalersi di quasi la metà di opinioni favorevoli (49%). Ma come accade regolarmente per le iniziative popolari, il campo dei contrari ha ripreso quota nel corso della campagna, progredendo di 9 punti. Gli avversari rappresentano ormai oltre la metà delle persone intervistate (52%), mentre i sostenitori sono scesi al 40%.

Il campo degli indecisi (8%) è rimasto stabile tra i due sondaggi, ciò che mostra che la formazione delle opinioni si trova già a uno stadio avanzato. Viste queste condizioni, i politologhi dell’istituto gfs.bern ritengono che vi sia una «netta tendenza» verso il ‘no’, ciò che dovrebbe logicamente confermarsi il giorno del voto.

L’economia verde continua a sedurre

L’iniziativa per un’«economia verde» rimane invece in testa. Questo testo del Partito ecologista, che chiede che la Svizzera si doti entro il 2050 di un’economia efficiente nella gestione delle risorse naturali, gode ancora dei favori di oltre la metà (51%) degli intervistati.

Anche in questo caso, però, l’erosione che colpisce le iniziative si fa sentire. Tra un sondaggio e l’altro, il campo dei sostenitori si è ridotto di 10 punti, quello degli oppositori è invece progredito di 14 punti e si trova ormai al 38%. Per gli specialisti di gfs.bern, la tendenza dovrebbe proseguire. Secondo loro, il 25 settembre è «più probabile» che dalle urne esca un no.

Anche se le estrapolazioni vanno in questo senso, i sondaggisti rimangono però prudenti, sottolineando che «questa iniziativa fa parte di quelle potenzialmente capaci di raccogliere una maggioranza».

Incertezza crescente sulle attività informative

La sorpresa potrebbe anche venire dalla nuova legge sulle attività informative, che permette ai servizi segreti di avere più strumenti di inchiesta. Per i suoi sostenitori, questo rafforzamento è necessario visto l’aggravamento della minaccia terrorista, mentre gli avversari temono la riapparizione di uno «Stato ficcanaso», poco rispettoso della vita privata dei cittadini.

A prima vista, si potrebbe desumere che il risultato sia ormai deciso: i fautori sono ampiamente in testa, col 53% di sì, mentre gli oppositori rappresentano solo il 35% degli intervistati e gli indecisi il 12%. Tuttavia, il consenso nei confronti del progetto diminuisce – i favorevoli hanno perso 5 punti rispetto all’ultimo sondaggio – mentre la proporzione di indecisi è cresciuta, passando dal 7 al 12%. È un’evoluzione piuttosto rara.

«La battaglia elettorale ha disorientato parte delle persone che all’inizio della campagna erano favorevoli al progetto. Una simile evoluzione è piuttosto inabituale per un progetto di legge che emana dalle autorità», rileva l’istituto gfs.bern. Anche se le estrapolazioni vanno nel senso di un’accettazione, i sondaggisti si mostrano anche in questo caso prudenti, sottolineando che «la legge sulle attività informative rappresenta il caso più complesso per emettere un pronostico».

Il sondaggio SSR 

Il secondo sondaggio della SRG SSR sulle votazioni del 25 settembre 2016 è stato realizzato dall’istituto di ricerche politiche gfs.bern.

Sono state interrogate complessivamente 1415 persone aventi diritto di voto in tutte le regioni linguistiche del paese dal 31 agosto all’8 settembre. Il margine di errore corrisponde al +/-2,7%.

Per ragioni legate alla protezione dei dati, i sondaggisti non hanno accesso agli indirizzi degli svizzeri residenti all’estero.


Traduzione di Daniele Mariani, swissinfo.ch

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