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Voto elettronico Il progetto pilota per la Quinta Svizzera è un successo

E-Voting-Karte des Kantons Genf (Demo-Version)

Votare con un click? I cittadini svizzeri residenti in Australia e in Messico hanno potuto sperimentare questo nuovo strumento. 

(Keystone)

Per la prima volta, i cittadini elvetici residenti in Messico e in Australia hanno potuto partecipare online all'elezione del cosiddetto Parlamento della Quinta Svizzera. Un’opportunità garantita grazie al sistema di e-voting elaborato dal canton Ginevra.

Dal Messico e dall’Australia, i partecipanti al progetto pilotaLink esterno si sono detti entusiasti: «Il voto elettronico rappresenta il futuro e contribuisce ad ampliare la base elettorale», ha scritto a swissinfo.ch Carmen Trochsler, rieletta in Australia col massimo dei voti nel Consiglio degli svizzeri all’esteroLink esterno (CSE).

Tra il 12 e il 27 giugno, gli aventi diritto di voto in Australia e in Messico hanno potuto eleggere i propri rappresentanti al Consiglio degli svizzeri all'estero via internet. In Messico hanno partecipato in 274, sui 3'934 iscritti all'ambasciata del paese, mentre in Australia hanno votato in 1'104 su un totale di 14'850. Il Consiglio si riunirà il 18 agosto a Basilea nella sua nuova composizione. 

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Residente dal 2010 ad Adelaide, Carmen Trochsler ritiene che la vera rivoluzione del progetto stia nel fatto che «per la prima volta tutti i cittadini hanno potuto partecipare allo scrutinio, lasciando il proprio indirizzo elettronico all'ambasciata».

Si tratta effettivamente di «una piccola rivoluzione per l’Organizzazione degli svizzeri all’esteroLink esterno (OSE)», afferma la direttrice Sarah Mastantuoni. «Finora i membri venivano eletti attraverso le organizzazioni ombrello (là dove esistono), le associazioni svizzere oppure dallo stesso Consiglio, quando non c’era nessuna rappresentanza in un determinato paese». Una più ampia base elettorale significa anche maggior legittimità democratica per i delegati, afferma Sarah Mastantuoni.

Un’alternativa vincente a un servizio postale troppo lento

Carmen Trochsler ha vissuto in modo positivo questa esperienza: «All’inizio quei codici che abbiamo ricevuto via email mi sembravano complicati. In realtà però l’elezione è stata semplice e rapida», racconta.

Membro del CSE e residente a Melbourne, Roland Isler racconta a swissinfo.ch di non aver mai dubitato delle garanzie di sicurezza del voto elettronico. «Ho accolto con entusiasmo il progetto pilota, perché è innovativo e democratico. Inoltre ha permesso di confermare la nostra legittimità in quanto membri del Consiglio in Australia». Isler afferma tuttavia che alcune persone anziane si sono dispiaciute del fatto che non vi fosse un’alternativa all’e-voting.

Collaborazione più stretta tra swissinfo.ch e l’OSE

 Nell’ambito di un rinnovato accordo, swissinfo.ch e l’Organizzazione degli svizzeri all’estero (OSE) hanno deciso di rafforzare la loro collaborazione, nell’interesse degli oltre 775'000 cittadini elvetici che vivono fuori dai confini nazionali. A livello editoriale, una selezione di articoli di swissinfo.ch sarà pubblicata anche sulla «Schweizer Revue» in francese e in tedesco e viceversa. In occasione di eventi particolari, swissinfo.ch e l’OSE lavoreranno inoltre fianco a fianco anche nell’ambito del marketing e della comunicazione. L’indipendenza e l’identità di entrambi i partner resta tutelata.

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Poiché si è trattato di un progetto pilota, spiega Mastantuoni, in Australia e in Messico gli svizzeri hanno potuto esprimersi solo via internet. È però chiaro, prosegue la direttrice dell’OSE, che in futuro bisognerà chiedersi in che modo includere le persone che non hanno accesso a questi strumenti.

Per molti cittadini all’estero, l’e-voting rappresenta l’unica possibilità di esercitare i loro diritti civici, poiché in certi paesi i tempi di consegna postali del materiale di voto sono troppo lunghi. È il caso del Messico, come racconta Jörg Wiedenbach, direttore delle scuole svizzere nel paese latinoamericano. «Qui il materiale arriva tardi e il voto elettronico rappresenta dunque una buona soluzione», afferma.

Da Ginevra, una soluzione sicura ed efficiente

Per poter organizzare il progetto pilota, l’OSE ha potuto contare sull’esperienza pionieristica del canton Ginevra, che ha sviluppato un proprio sistema di voto online. Denominato "CHVote"Link esterno, è attualmente utilizzato anche dai cantoni di Basilea Città, Berna e Lucerna. Il sistema ginevrino non è però l’unico presente in Svizzera. Anche la Posta, in collaborazione con la società spagnola Scytl, si è da poco lanciata sul mercato, offrendo un altro sistema operativo per il voto online.

Per Sarah Mastantuoni, tuttavia, il sistema ginevrino ha un grande vantaggio rispetto a quello della Posta: poiché è di proprietà del cantone, la Confederazione può trasmettere facilmente gli indirizzi degli svizzeri all’estero, senza rischi per la protezione della sfera privata.

«La Quinta Svizzera è il primo fruitore di questo servizio», afferma Valérie Vulliez Boget, vicesegretaria della cancelleria di Stato del canton Ginevra. «Durante le votazioni, gli espatriati rappresentano il 60-70% degli utilizzatori dell’e-voting».

Il cantone si dice molto soddisfatto della collaborazione con l’OSE. «Siamo felici di poter dimostrare l’utilità del voto elettronico per gli svizzeri all’estero», afferma dal canto suo Philyp Nyffenegger, responsabile operativo del progetto presso la cancelleria. «La forza del sistema ginevrino, aggiunge, è che si tratta di un sistema pubblico, open source e sviluppato da esperti di diritto politico in Svizzera».

Informare meglio gli svizzeri all'estero

La sicurezza è inoltre garantita in modo permanente, precisa Sarah Mastantuoni, dato che per votare sono necessari tre codici e per ogni candidato al Consiglio esiste inoltre un codice supplementare di controllo.

Sarah Mastantuoni stila dunque un bilancio positivo di questo progetto pilota. Il numero di candidati è cresciuto. Al contempo, però, ci si è resi conto che l’OSE e il Consiglio degli svizzeri all’estero non sono molto conosciuti. «Abbiamo un obiettivo chiaro in tal senso: informare meglio i cittadini, spiegare cos’è il Consiglio e perché è importante partecipare all’elezione dei suoi membri».

swissinfo.ch

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