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La cacciatorpediniere americana USS Mason (foto d'archivio).

Keystone/EPA/MC3 J. ALEXANDER DELGADO / US NAVY / HANDOUT

(sda-ats)

Sale la tensione tra Stati Uniti e Iran all'imbocco del Mar Rosso: l'Iran ha annunciato di aver inviato due navi nel golfo di Aden e nell'area di Bab al Mandab dopo che stamani la marina Usa è per la prima volta intervenuta direttamente nel conflitto in Yemen.

Gli Stati Uniti hanno sparato missili contro presunte postazioni radar controllate da ribelli yemeniti filo-iraniani Houthi. L'azione statunitense è stata eseguita all'alba di oggi in risposta al lancio di due missili compiuto ieri mattina da territorio yemenita in mano agli Houthi contro la cacciatorpediniere USS Mason, che transitava nei pressi dello stretto. La nave non è stata colpita.

I ribelli Houthi, che ricevono sostegno iraniano ma che si dicono autonomi dalla Repubblica islamica, smentiscono di aver attaccato ieri la nave americana. Rappresentanti del Pentagono hanno precisato che l'azione odierna è stata "limitata" nel quadro della legittima autodifesa, "per proteggere il nostro personale, le nostre navi e la libertà di navigazione in questo importante passaggio marittimo". L'azione è stata mirata a colpire radar usati da chi ha aperto il fuoco mercoledì mattina.

Il ministero della difesa Usa esclude che il lancio di missili Tomahawk stamani possa aver causato vittime civili visto che i radar si trovano in posizioni isolate. Il lancio odierno è stato compiuto dal cacciatorpediniere USS Nitze. Sono stati colpiti e distrutti radar in tre diverse posizioni lungo la costa sud-occidentale yemenita, da Bab al-Mandab fino a Capo Issa, attorno al porto di Hudayda, in mano agli Huthi.

L'Iran, impegnato nella festività dell'Ashura, non ha finora commentato esplicitamente l'attacco americano né il lancio di missili ieri dal territorio yemenita contro l'altra nave da guerra Usa. L'agenzia semi-ufficiale iraniana di notizie Tasnim ha però annunciato oggi che due navi da guerra iraniane, Alvand e Bushehr, sono state dispiegate nell'area di Bab al-Mandab nel quadro di regolari attività di pattugliamento e di contrasto alla pirateria lungo la costa yemenita e il Corno d'Africa.

In attesa di nuovi sviluppi c'è da notare che la risposta americana, nonostante costituisca un precedente importante, appare limitata a inviare un messaggio di avvertimento a chi ha sparato i missili mercoledì mattina. E non sembra indicare l'intenzione di Washington di esser coinvolta direttamente nel conflitto yemenita.

Gli Usa hanno finora sostenuto a livello logistico la Coalizione anti-Houthi guidata dall'Arabia Saudita ma si sono sempre concentrati su obiettivi qaidisti in Yemen. Nei giorni scorsi circa 150 persone erano state uccise in raid aerei compiuti da aerei della Coalizione a Sanaa, la capitale in mano agli Houthi. Gli Stati Uniti avevano preso le distanze da Riad affermando di voler rivedere il quadro del loro impegno a fianco della Coalizione.

sda-ats

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