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È arrivato l'euro

A Bruxelles, come in molte altre città di Eurolandia, si è festeggiato l'arrivo della nuova moneta con una grande festa

(Keystone)

È cominciata l'era della moneta unica europea. Un po' in tutta Europa si è festeggiato il Capodanno nel segno della novità nel portamonete. Anche in Svizzera.

Le code ai distributori automatici di banconote si sono formate già prima della mezzanotte. L'euforia per il più importante cambio di moneta della storia sembra aver colpito tutti i paesi coinvolti. Con il 1. gennaio 2002 è partita infatti la grande avventura di Eurolandia, una realtà economica da 300 milioni di abitanti.

Per il momento non si segnalano difficoltà rilevanti per la transizione. Questo malgrado le scorte nei distributori automatici siano finite in breve tempo. In Italia i bancomat avevano esaurito le scorte già poco dopo le 24.

La Banca centrale europea ha inoltre annunciato che la massa monetaria in circolazione è diminuita in dicembre del 20 per cento. Un indicatore, segnala una nota diffusa dall'istituto d'emissione, che sottolinea la partecipazione della popolazione al cambiamento.

I primi a festeggiare

I greci e i finlandesi sono stati i primi a vivere il passaggio ufficiale. Grazie alla differenza di fuso orario i due paesi più a est della zona euro hanno salutato la moneta un'ora prima del resto del continente. Ad Atene si è festeggiato con un imponente spettacolo di fuochi d'artificio.

A Helsinki il freddo battente non è riuscito a scoraggiare i frettolosi, dal passare più ore in colonna davanti alle porte della Banca nazionale.

La Spagna che ricopre, nella prima metà del 2002, la presidenza dell'Unione europea ha detto addio alla peseta con spettacoli musicali e giochi di luci.

Prodi e le rose

In un bagno di folla e tra scoppi dei mortaretti di Capodanno il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, ha simbolicamente avviato da Vienna la circolazione della moneta unica europea, comprando subito dopo lo scoccare della mezzanotte un mazzo di rose per la moglie Flavia, pagandolo in euro.

Il presidente della Commissione, che era accompagnato dal cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel con la moglie Christa, ha pagato con 40 euro in banconote, ed ha ricevuto un resto di otto euro. "Un momento storico", ha commentato lo statista italiano.

Corsa all'euro anche in Svizzera

L'euro ha fatto la sua comparsa oggi anche in Svizzera. Gli uffici cambio delle stazioni ferroviarie di Zurigo e Basilea hanno registrato le prime operazioni in tal senso fin dai primi minuti dopo la mezzanotte. Agli sportelli si sono incolonnate varie decine di persone nell'attesa di poter cambiare i franchi svizzeri nella nuova moneta europea.

Dopo un'attesa di un'ora il primo cliente servito a Zurigo è stato omaggiato dai funzionari della ferrovie zurighesi con un mazzo di fiori. Ai giornalisti presenti, il 56enne proveniente dal canton San Gallo ha detto che attendeva con trepidazione questo momento che gli risparmierà in futuro i numerosi e fastidiosi cambi di moneta necessari per recarsi all'estero.

Altre persone intervistate, pur sottolineando i vantaggi pratici derivanti dalla nascita della moneta unica, hanno ribadito il loro attaccamento al franco svizzero che per fortuna, almeno per ora, non sembra destinato a scomparire. Per qualcun altro si è trattato di partecipare a un avvenimento storico. Un'impressione condivisa da molte persone incolonnate provenienti da tutta la Svizzera.

Anche a Basilea, ha indicato il portavoce delle FFS Christian Ginsig, una trentina di persone si trovava già davanti agli sportelli prima della mezzanotte. A differenza di Zurigo, dove le saracinesche sono state abbassate alle 03.00, a Basilea gli impiegati dell'ufficio cambi hanno continuato a lavorare ininterrottamente. Nuovi clienti alla ricerca dei primi euro hanno continuato ad alimentare la coda davanti agli sportelli.

Soprattutto nelle zone di frontiera

Tra le 06.30 e le 08.00 gli sportelli delle altre stazioni ferroviarie in Svizzera hanno incominciato a fornire le prime banconote in euro, dapprima col contagocce poi a ritmo più sostenuto nel pomeriggio. Soprattutto nelle stazioni prossime alla frontiera come Sciaffusa e San Gallo, ha detto Ginsig, sono stati cambiati migliaia di franchi in euro fin dalle prime ore del mattino, «mentre nella svizzera centrale gli scambi sono stati assi più contenuti».

Nonostante la massiccia campagna informativa, non tutte le persone erano al corrente dei dettagli riguardanti l'avvento dell'euro. In vari sportelli di cambio, ha affermato Ginsig, diversi clienti hanno chiesto di cambiare le valute estere in loro possesso in franchi svizzeri, non sapendo dell'esistenza di un periodo di transizione che permetterà loro di utilizzarle ugualmente ancora per qualche mese.

A Lugano alcune persone volevano assolutamente acquistare lire italiane con le quali pagarsi il pranzo del primo dell'anno. Ma a qualcuno l'euro non deve esser piaciuto granché: in mattinata alla stazione di Coira un cittadino germanico ha chiesto di voler cambiare gli euro freschi di stampa in suo possesso con dei «vecchi» franchi svizzeri.

swissinfo e agenzie

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