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"Ascolto le storie che mi racconta il grande fiume"

Cervi e Fernandel, interpreti del “grosso sindaco della Bassa" e del "pretone" delle 5 versioni cinematografiche del Don Camillo.

(swissinfo.ch)

“Il Po comincia a Piacenza, e fa benissimo perché è l’unico fiume rispettabile che esista in Italia: e i fiumi che si rispettano si sviluppano in pianura, perché l’acqua è roba fatta per rimanere orizzontale…”.

Così scriveva nella prefazione del Don Camillo Giovannino Guareschi, il celebre autore che nella Bassa aveva situato le storie del suo Mondo piccolo: “in quella fetta di pianura che sta tra il Po e l’Appennino”.

Lo scrittore e caricaturista ha abitato negli ultimi anni della sua vita a Roncole Verdi, dove aveva anche aperto un ristorante.

Per trent’anni il ristorante è stato condotto dal figlio con la sua famiglia. Dal 1995 è chiuso e i locali ospitano ora una Mostra antologica permanente «Tutto il mondo di Guareschi», e sono anche sede del «Club dei Ventitré», un’associazione che promuove ricerche e convegni sull’opera di Giovannino Guareschi, collocata nel contesto nazionale ed internazionale. Da notare che Guareschi resta uno degli autori di lingua italiana più tradotti nel mondo.

Il figlio Alberto mi accoglie con molta cordialità, tipica di questa regione d’altronde.

“Il Po è uno dei personaggi più importanti dei racconti di mio padre, che ha preso ispirazione dai vari Peppone e Don Camillo che abitavano nei paesini della Bassa”. E Alberto mi fa notare che a Brescello c’è ancora la stessa atmosfera che traspare nei film di Don Camillo, girati tutti lì: “Uno guarda la porta della chiesa e spera che faccia capolino la testa di Fernandel”.

La bicicletta usata nel film dall’esuberante prete è appoggiata ad un muro. Le foto di Giovannino Guareschi, che con quei baffoni assomiglia in modo impressionante al Peppone interpretato da Gino Cervi.

Una nostalgia dolce mi prende, di un tempo, il dopoguerra, che non ho vissuto direttamente, ma proprio attraverso quei film e i racconti dei miei genitori e dei miei nonni. Un tempo in cui tutto sembrava possibile, tutto era ancora aperto e giovane. Il fiume aveva ancora acqua abbondante e pulita. E sussurrava storie ai poeti.


swissinfo, Raffaella Rossello, Roncole Verdi, Parma

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