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"Il clima siamo noi": poche parole per un concetto universale

Con questo grido di battaglia il WWF Svizzera scende nell'arena in previsione delle votazioni di settembre in materia energetica. Articolo della redazione e audio di Matteo Buzzi, climatologo del WWF.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 marzo 2000 - 17:12

L'ultimo decennio è stato il più caldo degli ultimi mille anni e se si va avanti di questo passo con le emissioni di gas non possiamo che attenderci catastrofi: questo il messaggio senza mezzi termini del WWF, che ha lanciato a Berna la sua campagna in vista della «votazione energetica» del prossimo 24 settembre.

«I mutamenti climatici rappresentano oggi una delle maggiori minacce per la biodiversità e le basi vitali dell'umanità», ha dichiarato in una conferenza stampa Brigitta Hellat, presidente del consiglio di fondazione del WWF Svizzera.

Ora, i repentini cambiamenti climatici non dipendono dall'umore della natura, ma dall'attività umana, in particolare dalle emissioni dei gas ad effetto serra provenienti dal consumo di combustibili fossili. «Se vogliamo porre un freno al surriscaldamento climatico esiste dunque un'unica ricetta: dobbiamo ridurre drasticamente il consumo di energie non rinnovabili», ha avvertito Carol Franklin Engler, direttrice del WWF Svizzera.

La campagna d'informazione del WWF non è solo svizzera ma è rivolta a tutto il mondo industrializzato, USA in testa, in vista del vertice sul clima dell'Aia in programma a novembre.

Se il mondo non invertirà rotta, ha detto Brigitta Hellat, sono da attendersi ripercussioni poco allettanti. L'innalzamento dei mari minaccia di far finire sott'acqua non solo le isole del Pacifico ma anche buona parte di paesi come il Bangladesh e città come New York e Tokyo, mentre l'Amazzonia è minacciata da incendi, l'America centrale dalla siccità, l'Africa dalla progressiva desertificazione.

Anche in Svizzera, dove le emissioni di biossido di carbonio CO2 superano ogni anno le sei tonnellate per abitante, la regione alpina reagisce in modo sensibile ai mutamenti del clima e la stabilità del suo ecosistema è fortemente minacciata. Più concretamente: l'aumento delle temperature rafforzerà la tendenza a precipitazioni estreme con le conseguenti inondazioni.

Per i rappresentanti dell'organizzazione ambientalista i programmi di politica energetica della Confederazione non bastano per cambiare la tendenza in corso: sono necessari incentivi finanziari di grande portata, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 a un «valore sopportabile per il clima» di 1-2 tonnellate per persona.

Un buon incentivo - afferma il WWF - è dato dall'iniziativa popolare federale per un «centesimo solare», che mira a tassare i vettori energetici esauribili e dannosi per l'ambiente, come petrolio, gas naturale ed energia atomica. Il ricavato della tassa, stimato a 880 milioni di franchi all'anno, servirebbe a finanziare un miglioramento dell'efficienza energetica e incentivare l'utilizzo delle energie rinnovabili.

Il WWF si accontenterebbe tuttavia anche della controproposta delle autorità federali all'Iniziativa solare, che prevede una tassazione meno onerosa (0,3 anziché 0,5 centesimi per chilovattora). L'organizzazione dà pure il suo assenso, pur ritenendola insufficiente, alla cosiddetta «norma di base» elaborata da governo e parlamento quale controproposta all'iniziativa «Energia e ambiente», ritirata nei giorni scorsi.

Con questo progetto - rammenta il WWF - si inseriscono le basi legali nella Costituzione per dare inizio a una riforma ecofiscale in Svizzera. Nafta, gas naturale e energia atomica verrebbero tassati - a partire dal 2004 - con un importo non superiore ai due ct/kwh. Il ricavato servirebbe in parte a ridurre gli oneri salariali per i premi dell'AVS.

swissinfo e agenzie

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