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«Il futuro è Orange», ma non per tutti

Continua il braccio di ferro tra Orange e i suoi impiegati

(Keystone Archive)

Oltre 300 impiegati dell'operatore di telefonia mobile incrociano le braccia da giovedì. Lo sciopero dovrebbe continuare fino a lunedì.

Orange deve migliorare la sua redditività. La casa madre, France Télécom, affoga nei debiti ed è costretta a reagire.

Il settore della telecomunicazione attraversa una fase di ristrutturazione che non risparmia la Svizzera. Alcune settimane dopo le proteste per il taglio di 1'000 posti di lavoro presso Swisscom, alcune centinaia di impiegati di Orange sono passati all'azione giovedì.

Venerdì, i 300 impiegati del «call center» di Bussigny-prés-Lausanne hanno continuato le agitazioni. Si oppongono al piano di ristrutturazione presentato alla fine del mese di gennaio.

Sabato e domenica, complice anche l'attività ridotta di Orange durante il finesettimana, lo sciopero è stato meno eclatante. Ma il Sindacato della comunicazione è deciso a non mollare la presa e, nel corso della manifestazione prevista per lunedì a Bienne, depositerà una petizione all'Ufficio federale delle comunicazioni (Ufcom).

«L'Ufcom deve vegliare anche sull'aspetto sociale e non solo su quello finanziario quando si tratta di concedere delle concessioni» ha dichiarato Giorgio Pardini, portavoce del sindacato.

Piano sociale insufficiente

In totale dovrebbero venir soppressi 128 posti nel canton Vaud, 40 a Zurigo, 8 a Berna e due in Ticino. In più 225 posti di lavoro verrebbero trasferiti nella Zona di Berna.

Gli impiegati contestano in primo luogo le misure del piano sociale e le condizioni di trasferimento proposte da Orange. I sindacati hanno già annunciato che gli scioperi sarebbero già terminati, se l'operatore fosse disposto a riprendere le trattative.

Anche se la direzione afferma di provare una «certa comprensione» per gli impiegati che dovrebbero trasferirsi, rimane legata al proprio traguardo: migliorare la redditività.

Un mercato saturo

Il clima economico attuale non ha più niente a che vedere con quello della fine degli anni Novanta. La forte crescita del mercato di allora non è più che un ricordo. In tutta Europa vale: chi voleva un telefonino ormai ce l'ha. E sono la maggior parte.

La crescita degli operatori del settore di telefonia è dunque rallentata. Il mercato è saturo e l'importante adesso è tenersi fedeli i propri clienti. Per esempio con tariffe concorrenziali. Queste impongono però un rigore di gestione.

Esperienza crudele per France Télécom

Ma gran parte degli operatori sono fortemente indebitati a causa dell'elevato ammontare degli investimenti necessari per la gestione delle reti. Una buona fetta del debito è dovuta poi all'acquisto delle frequenze per la telefonia mobile della terza generazione (UMTS).

France Télécom - azionista che controlla Orange dal 2000 - ha fatto la cruda esperienza. Dopo aver rilevato l'operatore di telefonia mobile, l'ex-monopolista francese si trova con un debito consolidato terribile, fra i peggiori del settore.

Migliorare la redditività

«Il peggio è che France Télecom deve la sua sopravvivenza al sostegno dello Stato francese. In contropartita la nuova direzione dell'azienda deve impegnarsi a smaltire drasticamente la montagna di debiti», afferma Michel Crétier, analista finanziario della banca Pictet di Ginevra.

La ristrutturazione che tocca oggi la Svizzera non è che la lunga ombra di questo processo. Ed è chiaro che fra le prime voci del bilancio su cui risparmiare c'è il personale.

Il mercato svizzero rimane interessante



La ristrutturazione non dimostra però che il mercato elvetico non mantenga le sue promesse. «I clienti telefonano di più che negli altri paesi e la concorrenza è limitata a tre soli operatori», ricorda Michel Crétier.

Per l'analista, le decisioni prese dalla filiale svizzera di Orange fanno semplicemente parte della «necessaria armonizzazione della politica di gestione all'interno di un gruppo della portata di France Télécom». In parole povere: in famiglia tutti devono risparmiare.

Colta dalla realtà dei fatti, Orange reagisce tagliando dove può. «The future is bright. The future is Orange», dice la pubblicità della compagnia. «Il futuro è radioso», ma non per tutti.

Swissinfo, Jean-Didier Revoin
(Traduzione : Daniele Papacella)

Fatti e cifre

200 i posti di lavoro che Orange vuole sopprimere in Svizzera
lo sciopero degli impiegati di Orange si protrae dal 20 febbraio
lunedì è prevista una manifestazione a Bienne

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In breve

Orange è il secondo operatore europeo di telefonia mobile. Attivo in oltre 30 paesi, serve 40 milioni di abbonati.

Nel 2000 il gruppo è stato rilevato da France Télécom. L'ex monopolista francese ha ereditato anche i debiti.

Con la fine della crescita esponenziale degli ultimi anni, il buco risulta ancora più difficile da coprire. Le misure di ristrutturazione cercano ora di rimediare.

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