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«In città senz'auto»: Svizzera titubante

I pendolari: a loro l'invito di lasciare a casa l'automobile

(Keystone Archive)

57 comuni svizzeri partecipano lunedì alla giornata europea «In città senz'auto». L’anno scorso erano 70.

Gli organizzatori lamentano alcune defezioni. In particolare quella di Zurigo, che ha deciso per un programma tutto suo e di Friborgo che afferma di non avere i soldi necessari.

«In città senz'auto»: una volta sui calendari i giorni erano prerogativa dei santi, oggi in Europa si sceglie di dedicarli a dei temi specifici. Il 22 settembre è per l'appunto la giornata europea senz’auto.

È la sesta volta di fila che in tutta Europa un migliaio di comuni chiudono il loro centro al traffico. Anche in Svizzera 56 comuni aderiscono all’iniziativa. Pochi se si considera che l’anno scorso, quando il 22 settembre cadeva di domenica, il loro numero arrivava a 70.

Autostrade e città congestionate, paesini attraversati da un flusso ininterrotto di automobili, agglomerazioni che si gonfiano, pendolari in aumento: scenari che con l’evoluzione economica degli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti.

Sensibilizzare ed esperimentare

Lo scopo dell’iniziativa, promossa in Svizzera dall’Ufficio federale dell’energia (UFE), è quello di informare e sensibilizzare il pubblico. Esistono forme di mobilità diverse dall’automobile e una giornata senz’auto è l’occasione buona per sperimentarle. Un’occasione che non si offre solo alla popolazione – quest’anno si pensa soprattutto ai pendolari – ma anche alle autorità.

E proprio i pendolari sembrano essere il punto dolente. Tanto dolente che Zurigo ha scelto di spostare il giorno senz’auto a domenica 28 settembre e Friburgo ha deciso di rinunciarvi del tutto. Anche nella Svizzera italiana la vera giornata senz’auto si è svolta di domenica.

Lo conferma a swissinfo Flavio Piattini, responsabile dell’iniziativa per il comune di Agno: «Il momento importante si è svolto domenica, in concomitanza con la festa del Digiuno federale, che da tre anni a questa parte abbiamo scelto di liberare dalle automobili. Per questo lunedì abbiamo messo l’accento sui trasporti scolastici, invitando i ragazzi a prendere l’autobus o ad andare a scuola a piedi».

Domenica o lunedì, l’essenziale è senz’auto

Da più parti si è criticata la decisione presa da Zurigo che ha spostato la giornata d’azione ad una domenica. Lorenz Steinmann, direttore del programma di mobilità della città di Zurigo spiega così questa decisione: «Un anno fa l’iniziativa ha riscosso un notevole successo. Ma è impossibile applicare quel concetto – che comprendeva la chiusura di tutto il centro città – ad una giornata lavorativa, senza irritare i pendolari».

Anche Werner Herger, dell’Associazione traffico ed ambiente (ATA) si dimostra comprensivo. È vero che proprio per sensibilizzare i pendolari sarebbe stato utile approfittare del fatto che il 22 settembre cadesse di lunedì, ma è altrettanto vero che la domenica presenta dei vantaggi pratici.

«In Ticino la vera giornata senz’auto è stata domenica», confida a swissinfo. «A Tesserete, per esempio c’è stata una grande festa e per una volta i bambini si sono riappropriati del paese». Solo un’occasione per festeggiare dunque? «No, aldilà della festa resta la consapevolezza che è possibile limitare l’uso dell’automobile».

«Per quanto mi riguarda», conclude Herger, «l’importante è che queste giornate senz’auto vengano proposte. Le etichette m’interessano meno, se Zurigo non vuole aderire alla giornata europea “In città senza la mia auto” non mi sembra così grave. In fondo una giornata senz’auto la organizzano comunque».

Friborgo e il rifiuto dell’alibi

Non tutti però sono convinti dell’utilità o della fattibilità d’iniziative del genere. Se Ginevra ha vinto nel 2003 il Premio della settimana europea per la mobilità grazie al modo in cui ha portato avanti i progetti nati proprio in occasione delle giornate europee senz’auto, Friborgo rinuncia a questo tipo d’intervento.

«Non vogliamo una partecipazione “alibi”, solo per poter dire “abbiamo fatto qualcosa”» dice a swissinfo Jean-Charles Bossens, capo aggiunto dell’Ufficio della circolazione della città di Friborgo. Per degli interventi mirati servono dei mezzi finanziari che la città attualmente non ha.

Eppure in passato il municipio non era rimasto con le mani in mano. «Tre anni fa avevamo messo in piedi una campagna d’informazione e avevamo offerto il biglietto dei trasporti pubblici. Il risultato era stato praticamente nullo».

«Nel 2001 e nel 2002», conclude Bossens, «avevamo un programma molto più ambizioso, con delle strade sbarrate al traffico, dell’animazione di piazza e i trasporti pubblici gratuiti. Un programma per il quale quest’anno mancano i soldi».

swissinfo, Doris Lucini

Fatti e cifre

22 settembre: giornata europea «In città senza la mia auto»
All’iniziativa aderiscono 57 comuni svizzeri
Nel 2002 avevano aderito 70 comuni, probabilmente perché il 22 settembre cadeva di domenica

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In breve

L'iniziativa «In città senza la mia auto», promossa per la prima volta in Francia, ha come scopo di sensibilizzare autorità e opinione pubblica sui problemi di circolazione e d'inquinamento urbani e consentire di sperimentare su vasta scala soluzioni più «pulite», quali ad esempio trasporti pubblici, piste ciclabili, zone pedonali.

Per l’Ufficio federale dell’energia, che coordina l’iniziativa a livello svizzero, questa giornata contribuisce a mettere in pratica gli obiettivi di politica energetica e ambientale della Svizzera. Rispetto al livello del 1990, la Confederazione vuole ridurre del 10% entro il 2010 le emissioni annue di CO2. Quasi il 40% di tali emissioni provengono dal traffico automobilistico.

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