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«Quinta Svizzera»: arriva il filo diretto con Berna

Thérèse Meyer, deputata del canton Friborgo, presiede il gruppo «Svizzera dell’estero»

(swissinfo.ch)

Gli svizzeri all’estero ottengono un punto di contatto alle camere federali: da mercoledì un gruppo di parlamentari segue con più attenzione i temi degli espatriati.

83 deputati di tutti i partiti, presieduti dalla deputata Thérèse Meyer, seguono un traguardo: dare una voce a questo gruppo sempre più importante.

Ci sono delle costanti nella politica, come i gruppi d’interesse legati ad un tema. Si può citare il «club agricoltura» che, da anni ormai, collega il mondo contadino con la Berna federale.

Ma fino ad ora non esisteva una simile cosa per gli emigrati. Ma anche questa falla è ormai chiusa dal nuovo gruppo denominato «Svizzera all’estero».

Una forza politica importante

La volontà di creare un punto di contatto per gli svizzeri all’estero da parte dei parlamentari non può per altro ritenersi puramente disinteressato. Da qualche mese in effetti – in particolare dalle ultime elezioni federali dello scorso ottobre – il mondo politico sembra aver (ri)scoperto il peso della «Quinta Svizzera».

Il suo peso è infatti crescente. Secondo le statistiche, sono circa 612'000 i cittadini che non vivono sul territorio. Questo vuol dire che rappresentano il 10% dei cittadini elvetici. Le cifre reali sarebbero addirittura più importanti.

«Costato che molti, forse il 30% o il 40% degli svizzeri che vive in Francia non è registrato», afferma per esempio Jean-Paul Aeschlimann, vicepresidente dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero e console onorario svizzero a Montpellier.

A livello politico, più di 90'000 svizzeri sono iscritti ai registri elettorali per esercitare i diritti politici. La «Quinta Svizzera» costituisce dunque una forza politica di tutto rispetto che equivale già a tre volte uno dei cantoni più piccoli, come Uri o uno dei due semicantoni di Appenzello.

A medio termine, questo peso politico potrebbe ancora crescere grazie alle nuove procedure di voto facilitate, per esempio via internet (il cosiddetto e-voting).

Preoccupazioni di cui tenere conto


Il nuovo gruppo, costituitosi a Palazzo federale, vuole dichiaratamente prendersi a cuore i problemi di chi non abita più nel paese. «Vogliamo dare loro una possibilità di avere un contatto diretto con la politica federale», dichiara la nuova presidente, la democristiana Thérèse Meyer.

«Personalmente mi impegno, perché queste persone hanno il diritto di voto, ma non beneficiano di una partecipazione immediata alla vita politica del paese», aggiunge.

«Se i parlamentari sono sensibilizzati alla causa degli svizzeri dell’estero, hanno l’opportunità di confrontarsi in modo diverso anche con i problemi interni – afferma da parte sua Jean-Paul Aeschlimann – perché attraverso il contatto con l’estero possono approfittare delle esperienze degli espatriati. Da fuori arrivano spesso importanti esperienze d’apertura».

Non a senso unico

Il rafforzamento dei legami politici fra emigrati e la madre patria, non deve però limitarsi ad un’unica direzione. Non si vuole solo far arrivare le rivendicazioni degli Svizzeri all’estero in Svizzera, ma anche rafforzare il loro ruolo di ambasciatori del paese all’estero.

«Gli svizzeri in patria rimangono sulle posizioni tradizionali - continua Aeschlimann – ritengono gli emigrati come persone che pensano nostalgicamente al loro paese al passato, se non al passato remoto».

Ma in realtà, la comunità svizzera fuori dai confini nazionali è giovane, dispone di un’ottima formazione e si dimostra particolarmente dinamica. «Fra gli svizzeri all’estero ci sono molte persone che occupano posizioni di responsabilità nei paesi d’adozione», costata il console onorario. Da questa analisi è nata dunque l’idea di veicolare attraverso di loro un’immagine positiva della Svizzera all’estero.

Questa visione è condivisa da Thérèse Meyer: «Abbiamo capito che esiste una rete enorme di ricchezza e esperienza distribuita nel mondo intero; adesso è necessario ricollegarla al nostro paese. Anche i parlamentari devono offrire un loro contributo a questi contatti».

Un primo progetto

Durante la seduta costitutiva del gruppo, il deputato del Partito del lavoro (i comunisti svizzeri) Josef Zisyadis ha fatto notare che la Grecia invita tutti gli anni i deputati di origine ellenica che siedono in parlamenti di altri stati. Anche in Italia si conoscono simili appuntamenti.

«Perché allora non riunire periodicamente i deputati di origine svizzera dispersi in tutto il mondo?», si chiede Zisyadis. I parlamentari presenti hanno accolto con favore la proposta.

Questo potrebbe diventare uno dei primi progetti del nuovo gruppo di parlamentari «Svizzera dell’estero».

swissinfo, Olivier Pauchard
(traduzione: Daniele Papacella)

Fatti e cifre

Secondo le statistiche ufficiali, sono 612'000 i cittadini svizzeri che vivono all’estero.
Oltre 90'000 sono iscritti alle liste elettorali per accedere al voto.
Il gruppo di parlamentari «Svizzera dell’estero» conta 83 membri, dunque un terzo del parlamento.

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