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«Rinnovo svizzero»: è la parola d'ordine del PPD

Con Doris Leuthard il PPD spera di riguadagnare il terreno perduto sullo scacchiere politico svizzero

(Keystone Archive)

Nuova presidente – Doris Leuthard – e nuovo programma d’azione per il Partito popolare democratico (PPD) che prende la strada del liberalismo sociale.

Riunitosi in congresso a Berna, il PPD si è pronunciato in favore di un liberalismo dal volto umano. Politica familiare e sicurezza sociale sono le altre priorità del programma.

Doris Leuthard, la quarantunenne avvocatessa e consigliera nazionale argoviese che da gennaio guidava ad interim il Partito popolare democratico (PPD) svizzero, non aveva nulla da temere: era l’unica candidata alla presidenza del partito. Ma lo scrosciante applauso che le hanno tributato i delegati del PPD riuniti in congresso a Berna è un bel segno di fiducia e dà lustro a questa nomina scontata.

Oltre alla nomina dei membri della direzione (vedi Fatti & Cifre), i delegati del PPD erano chiamati a discutere il nuovo programma d’azione del partito, denominato «Rinnovo svizzero». Dopo averlo leggermente modificato lo hanno adottato a larga maggioranza.

Il programma punta su un liberalismo economico in uno Stato forte, incaricato di proteggere i più deboli. Si tratta di una visione cristiano-sociale difesa a più riprese dalla nuova presidente del partito. Il PPD vuole essere «la terza via», una via in grado di far uscire la politica svizzera dalla polarizzazione nella quale è venuta a trovarsi dopo le ultime elezioni federali.

Più liberale, ma anche più sociale

Il programma «Rinnovo svizzero» è il risultato di un processo nel quale è stata coinvolta la base del partito: un centinaio di persone hanno partecipato ai gruppi di lavoro mentre circa 400 hanno risposto alla consultazione su internet, ha sottolineato Doris Leuthard.

«La posizione del PPD è ora meglio definita con i tre valori su cui è stato posto l'accento: liberalismo sociale, politica familiare e sicurezza sociale», ha proseguito la Leuthard. La carta, il programma e i punti forti riassumono, in una ventina di pagine, i valori e le posizioni concrete che il PPD difenderà in tutti i settori.

«Rinnovo svizzero» è dal punto di vista economico più liberale rispetto al vecchio programma. In parallelo è stata anche accentuata la linea sociale. In terza posizione, la sicurezza sociale sostituisce la migrazione come punto essenziale nelle priorità del PPD.

Il nodo dell’ecologia

Le modifiche apportate al programma riguardano soprattutto aspetti ecologici. Gia venerdì sera, la direzione del partito aveva accolto 17 emendamenti che andavano in questo senso.

Altri due sono stati sottoposti sabato all'esame dei membri del congresso. L'aggiunta al programma del sostegno a «una riforma fiscale ecologica, finanziariamente neutra per lo Stato» ha dato origine ad un rapido scambio d’opinioni tra una decina di rappresentanti delle differenti sezioni cantonali.

La preoccupazione ecologica era stata già sollevata dalla sezione lucernese prima del congresso. Quest'ultima, rispondendo alla consultazione interna, proponeva di porre il tema fra i tre principali punti che il PPD dovrebbe difendere.

Anche il concetto di «liberalismo sociale» ha provocato diverse reazioni negative, vertenti sul fatto che i due termini sono fortemente connotati. Per bilanciarlo, una proposta argoviese ha suggerito di aggiungere il sottotitolo «per la responsabilità individuale e la solidarietà».

Le idee di Deiss, unico Consigliere federale PPD in carica

Per contro, il «liberalismo dal volto sociale» è un concetto che piace al presidente della Confederazione Joseph Deiss che è intervenuto al congresso. Il ministro dell'economia, ritiene che si debba «promuovere chiaramente il libero mercato», mantenendo però delle istituzioni sociali forti. La solidarietà nei confronti dei deboli e la tolleranza verso gli altri sono valori da difendere.

Proprio guardando agli altri, Deiss ha rilevato l'importanza dell'apertura internazionale della Confederazione con gli accordi bilaterali. «L'Unione europea voleva ottenere qualcosa dalla Svizzera e noi abbiamo colto la palla al balzo», ha osservato, evidenziando i risultati ottenuti con l'accordo sulla tassazione dei risparmi, in particolare la tutela del segreto bancario. Il consigliere federale ha poi spezzato una lancia in favore degli accordi di Schengen e di Dublino.

Ospite illustre del congresso anche il presidente del Consiglio nazionale austriaco Andreas Kohl, il quale ha difeso una politica familiare che consenta di cambiare l'evoluzione demografica della Svizzera e dei Paesi europei.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Doris Leuthard, consigliera nazionale, Argovia: presidente del PPD
Bruno Frick, consigliere agli Stati, Svitto: vicepresidente
Dominique de Buman, consigliere nazionale, Friburgo: vicepresidente
Altri membri della presidenza: Jean-Michel Cina (Vallese, presidente frazione PPD), Ida Glanzmann-Hunkeler (Lucerna, presidente donne PPD), Lucrezia Meier-Schatz (San Gallo, consigliera nazionale) e Luigi Pedrazzini (Ticino, consigliere agli Stati).

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In breve

Doris Leuthard, 41 anni, ha alle spalle una breve ma brillante carriera politica. Nel 1997 l’avvocatessa di Merenschwand viene eletta nel Gran Consiglio argoviese. Ricoprirà questa carica fino al 2000.

Nel 1999 viene eletta in Consiglio nazionale e nel 2001 diventa vicepresidente del PPD. In Consiglio nazionale siede nella Commissione dell’economia e dei tributi e nella Commissione degli affari giuridici. Fa inoltre parte della Commissione giudiziaria dell’Assemblea federale.

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