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"Scacco matto" alla Svizzera

Il Festival internazionale di scacchi di Bienne non ha portato molta fortuna ai giocatori svizzeri.

(Keystone Archive)

Si è concluso venerdì il Festival internazionale di scacchi di Bienne, che ha attirato oltre 600 partecipanti tra professionisti e amatori.

Le esibizioni dei giocatori svizzeri non sono state tuttavia brillanti e per il futuro non si prevedono salti di qualità.

La 37esima edizione del Festival internazionale di scacchi ha vissuto venerdì la sua giornata conclusiva.

Per due settimane, l’attenzione si è focalizzata sull’universo in bianco e nero delle scacchiere, in quello che è considerato uno degli appuntamenti più importanti del calendario internazionale.

"Abbiamo raccolto elogi da tutto il mondo per la qualità della competizione», afferma Olivier Breisacher, responsabile del servizio stampa del Festival.

L’avvenimento scacchistico numero uno del nostro paese rappresenta ugualmente un “barometro” per giudicare il livello dei migliori giocatori svizzeri rispetto alla concorrenza estera.

Educati sulla scacchiera

“Non possiamo dire di esserci battuti ad armi uguali”, indica Yannick Pelletier, uno dei rari “maestri” ad avere il passaporto rossocrociato.

Pelletier fa notare che “nei paesi del ex blocco sovietico, gli scacchi sono un aspetto importante dell’educazione nazionale”.

Proposta dalla celebre Accademia degli sport di Mosca, questa disciplina rappresenta infatti un’opzione sportiva molto ambita da numerosi studenti.

Un “piccolo” in bella evidenza

Con i suoi 2'597 punti Elo - un sistema paragonabile alla classifica ATP nel tennis - il giovane di Bienne, attualmente il migliore in Svizzera, si situa solamente al 126esimo rango della gerarchia mondiale. Due anni fa, aveva raggiunto la 70esima posizione, il suo record assoluto.

Sapendo di doversi confrontare a dei concorrenti molto più esperti di lui, Pelletier ha partecipato alla competizione in qualità di “outsider”.

Nonostante l’abisso che separa il giocatore svizzero dai migliori scacchisti, Pelletier si è comunque distinto, terminando a metà classifica.

Tra le ottime esibizioni offerte, quella di maggior spicco è sicuramente la vittoria contro l’ucraino Ruslan Ponomariov, niente poco di meno che il campione del mondo 2002.

Per la cronaca, il torneo è stato vinto dal numero 4 al mondo, Alexander Morozevich, che in classifica sale a quota 2'743 punti Elo.

I più forti dall’est

Yannick Pelletier è purtroppo l’unico esponente dei 5'100 membri svizzeri che figurano in classifica, in grado di poter offrire performances di rilievo.

Nella graduatoria della Fide - la Federazione internazionale di scacchi – che tiene conto dei dieci migliori giocatori di ogni nazione, la Svizzera si situa al 32esimo rango.

Capeggiata dai forti giocatori di Russia, Ucraina, Ungheria, Stati Uniti, Inghilterra e Francia, la classifica vede il nostro paese superato anche da nazioni apparentemente più “modeste”, come Romania, Grecia, Brasile o Bulgaria.

Questi valori vanno tuttavia relativizzati. Molti paesi hanno infatti accolto e naturalizzato alcuni dei più brillanti giocatori dell’Europa dell’est.

Gli svizzeri più forti non sono svizzeri

Anche la Svizzera ospita alcuni campioni venuti dall’estero. Il paradosso vuole però che il numero uno nel nostro paese, Vadim Milov, non possegga nemmeno il passaporto rossocrociato.

Com’è possibile? La spiegazione risiede nel particolare regolamento della Fide. Per figurare sulla lista nazionale basta infatti risiedere nel paese, indipendentemente dal colore del passaporto.

Vadim Milov, da qualche anno in Svizzera, è così il più forte rappresentante elvetico, ma la sua partecipazione al torneo nazionale non è consentita.

Il campione svizzero 2004 è Joseph Gallagher, un inglese domiciliato da più di vent’anni a Neuchâtel che ha acquisito la cittadinanza elvetica con il matrimonio.

Diverso è il caso della leggenda vivente Viktor Kortchnoï. Rifugiato in Svizzera dal 1982, l’ex doppio vice campione del mondo ha ottenuto la nazionalità elvetica nel 1992.

Magro bottino

Al di fuori dell’unico Pelletier, nelle altre competizioni del Festival di Bienne la Svizzera ha ricoperto il semplice ruolo di comparsa.

Nello speciale torneo riservato alle donne, la campionessa svizzera 2002 e 2003 è per esempio stata sopraffatta da cinque rivali più giovani. Il bilancio delle sfide è da dimenticare: 10 sconfitte in 10 partite.

Nell’Open dei maestri, i migliori svizzeri – Florian Jenni, Hansjürg Känel e Severin Papa – si sono classificati oltre il 25esimo rango. Un risultato comunque atteso, considerando lo spessore degli avversari.

La Svizzera sarà di nuovo al centro del mondo scacchistico il prossimo autunno. Nella località ticinese di Brissago, sulle rive del lago Maggiore, il russo Vladimir Kramnik e l’ungherese Peter Leko si incontreranno nella finale del campionato del mondo parallelo a quello della Fide.

swissinfo, Jonathan Hirsch
(traduzione: Luigi Jorio)

In breve

Con una prestazione spettacolare, Alexander Morozevich si è portato a casa, per il secondo anno consecutivo, il torneo dei Grandi Maestri.

Il biennese Yannick Pelletier si invece classificato al quarto posto, lo stesso risultato ottenuto nel 2003.

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Fatti e cifre

5'100 i giocatori registrati nella Federazione svizzera di scacchi.
nella classifica internazionale per nazioni la Svizzera si piazza al 32esimo posto.
il miglior rappresentante elvetico, Yannick Pelletier, occupa il 126esimo rango della gerarchia mondiale.

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