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1° Maggio: basta con lo smantellamento sociale

A Berna il 1° Maggio ha attirato circa 1'500 persone dinnanzi a Palazzo federale

(Keystone)

I salari "esorbitanti" dei manager svizzeri, il dumping salariale e lo smantellamento sociale sono stati i temi dominanti della Festa del lavoro.

Ad eccezione di alcuni piccoli incidenti a Zurigo e Lucerna, la giornata del 1° maggio si è svolta nella calma ovunque in Svizzera.

Circa 12 mila persone hanno partecipato alle manifestazioni per il 1° Maggio, che si sono svolte in un clima di festa e senza episodi di violenza di rilievo nelle principali città svizzere.

Solo a Zurigo e a Lucerna piccoli gruppi di manifestanti autonomi e militanti di estrema destra hanno creato alcuni disordini, senza tuttavia giungere a scontri con le forze di polizia.

Al centro dei discorsi vi sono stati i salari dei manager svizzeri, che hanno toccato negli ultimi anni cifre da primato europeo, le misure di risparmio dei poteri pubblici e la politica di smantellamento dello Stato sociale.

Tra i temi evocati dagli oratori da menzionare inoltre i timori di un dumping salariale in relazione al progetto di estensione della libera circolazione delle persone ai 10 nuovi membri dell'Unione europea - un tema che sarà sottoposto a votazione federale in settembre.

Sistema feudale

"In Svizzera si sa cercando di istaurare nuovamente un sistema feudale", ha dichiarato il presidente dell'Unione sindacale svizzera Paul Rechsteiner nel suo discorso tenuto a Soletta.

"I manager si riempiono le tasche di soldi, mentre centinaia di migliaia di persone vivono in una situazione di povertà in Svizzera".

Secondo Rechsteiner, la questione sociale rimane ancora oggi il principale problema a livello mondiale: "Per giungere ad un mondo diverso bisognerà conquistare non soltanto i diritti umani, ma anche i diritti sociali".

Bomba ad orologeria

Gli ha fatto eco da Winterthur, il presidente del Sindacato della comunicazione Christian Levrat, che ha criticato a sua volta i redditi altissimi dei dirigenti aziendali svizzeri: "La lotta di classe è il frutto di manager superpagati. Vede contrapposti coloro che hanno tutto e quelli che non hanno nulla".

L'inizio di questo terzo millennio ha le sembianze di un nuovo "Ancien Régime", ha affermato Levrat. "Oggi i ducati e le baronie hanno nomi quali Nestlé, Novartis, UBS o Credit Suisse. I loro manager, così come i duchi e i baroni di una volta, saccheggiano le borse di chi lavora".

Una appello ad una più grande giustizia sociale è stato lanciato anche a Bienne, dove hanno preso la parola il copresidente di Unia Vasco Pedrina e la deputata socialista Hildegard Fässler.

"Il crescente fossato tra piccoli e alti redditi sta diventando una vera e propria bomba ad orologeria", hanno dichiarato i due rappresentanti della sinistra e dei sindacati.

Rischi di dumping salariale

A Sciaffusa, il segretario generale dell'USS Serge Gaillard ha invitato a continuare la lotta contro lo smantellamento dello Stato sociale.

Il consigliere nazionale popolare democratico Meinrado Robbiani ha sottolineato invece, a Manno, l'importanza dei contratti collettivi di lavoro, quali "strumenti cruciali e indispensabili per difendere gli interessi dei lavoratori".

A Basilea, la presidente del Sindacato dei servizi pubblici Christine Goll ha messo in guardia contro i rischi di un dumping salariale da parte del padronato.

La consigliera nazionale socialista ha chiesto nuove misure per lottare contro la politica dei bassi salari, gli attacchi al sistema sociale e la fiscalità che favorirebbe soltanto i ricchi.

Secondo Christine Goll, dopo le vittorie ottenute in votazione federale contro il pacchetto fiscale e l'11esima revisione dell'AVS, la sinistra deve continuare a lottare per una Svizzera aperta, solidale e sociale.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

In occasione della Giornata del lavoro, numerose manifestazioni sindacali sono state organizzate sabato e domenica in tutta la Svizzera.
Circa 12 mila persone hanno preso parte alle marce e ai raduni tenuti a Berna, Basilea, Zurigo, Lugano, Bienne, Winterthur, Friburgo, Renens, La Chaux-de-Fonds, ecc.
A Zurigo, il 1° Maggio ha mobilitato circa 4'000 lavoratori, mentre a Basilea e Berna circa 1'500.

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