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2002 nel segno delle montagne

Maestose nel loro apparire, le montagne sono agli onori nel 2002

(Keystone Archive)

Nel calendario internazionale, l'anno che arriva è sotto il segno della montagna. Un invito alla scoperta dei vertici.

In Svizzera le montagne stanno bene. Nessuno oserebbe smentirlo. Al punto che gli svizzeri hanno sviluppato il credo "come le nostre non ce le ha nessuno". Si è convinti che le cime si sentano veramente a proprio agio all'interno di queste frontiere.

Che delusione scoprire che il Monte Bianco, sommità d'Europa, non è in Svizzera, ma fra Italia e Francia e che il Monte Rosa è da condividere a metà con i vicini della Penisola.

Un ecosistema fragile

Questa è l'ambizione dell'anno: aprire gli occhi sulla realtà montana, nostra e lontana, fra i poli e i tropici, gettare lo sguardo a tutte le dimensioni e a tutti i climi, per scoprire che chi ci vive, ovunque sia deve cimentarsi con le stesse sfide.

La montagna è un luogo di battaglia per l'esistenza, quella condotta da uomini e comunità che condividono un certo modo di vivere. Per difendere un patrimonio di cui ci si sente responsabili verso e contro tutto.

Come l'aria, l'acqua e il fuoco, la montagna dà la vita, ma può a sua volta minacciarla. Disseta la metà della popolazione mondiale, ma è anche causa di drammi umani, di valanghe, smottamenti, frane, in estate come in inverno. Un ecosistema fragile che deve essere curato, protetto e valorizzato.

Barriera o ponte?

Non ci sono soluzioni miracolose. Le montagne sono contemporaneamente sinonimo di interessi, di sfide e di conflitti. L'abbiamo visto nelle Alpi, dove lo sviluppo turistico non si concilia necessariamente con la necessità di proteggere la natura.

Gli eventi in Afghanistan, hanno inoltre riportato all'attenzione di tutti il fatto che le catene montuose sono anche frontiera o luogo di ripiego e costituiscono allo stesso tempo spazi strategici importanti.

L'anno internazionale richiama forzatamente allo scambio fra la gente delle pianure e quella della montana, fra i popoli. E la Cooperazione allo sviluppo svizzera lo ha capito da tempo, iscrivendo questo tema nelle priorità del programma d'azione 2002.

Anche in Svizzera, una serie di manifestazioni e iniziative figura già in calendario. Il motto, "le montagne uniscono", non ha che da essere verificato.

Bernard Weissbrodt


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