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75 candeline per la radiotelevisione svizzera

Studio radiofonico all'Esposizione nazionale di Losanna, nel 1939 (foto: SRG SSR idée suisse)

La SRG SSR ideé suisse, fondata col nome di Società svizzera di radiodiffusione, festeggia i suoi 75 anni il 24 febbraio.

Alle spalle ha un anno chiuso con un deficit di un milione di franchi. Il futuro? Sarà sempre più multimediale.

Sono passati 75 anni da quando la Società svizzera di radiodiffusione (SSR) ha lanciato il suo primo segnale nell'etere. Era il 1931, e Radio Beromünster, alla quale si sarebbero poi aggiunte le stazioni radiofoniche delle altre regioni linguistiche, inaugurava ufficialmente le attività della SSR.

Oggi la SRG SSR idée suisse (Società svizzera di radiotelevisione) vuole festeggiare mettendo in valore 75 anni di storia radiofonica e – da una cinquantina d'anni – televisiva. Per farlo aprirà i suoi archivi e metterà a disposizione il materiale che vi è contenuto a scopo didattico. L'iniziativa è stata battezzata «Pacte multimédia pour la formation».

La SSR ha inoltre presentato un documento, la Carta dei programmi, che illustra i suoi principi editoriali. Nel corso dell'anno diverse trasmissioni saranno dedicate ai 75 anni dell'azienda.

Risultato aziendale «quasi» in pareggio

L'anno del giubileo è oscurato da una piccola nuvola: l'annuncio dei risultati finanziari 2005. La SSR ha chiuso l'anno con un deficit di un milione di franchi. Nel 2004, poteva ancora registrare un'eccedenza di 400'000 franchi. In lieve crescita sono sia i proventi (1,5 miliardi di franchi) sia i costi d'esercizio.

Nel suo comunicato, la SSR spiega il deficit in particolare con il minor contributo finanziario della Confederazione a swissinfo, l'unità aziendale che si rivolge agli svizzeri all'estero e agli stranieri interessati alla Svizzera. Già colpita da una ristrutturazione, swissinfo attende ora di conoscere i nuovi piani della SSR.

Nel corso dell'estate, l'azienda aveva annunciato un nuovo piano di risparmio. Venerdì ha reso noto che ammonterà a 80 milioni di franchi, ma non ha precisato quali e quanti posti di lavoro verranno cancellati. I dettagli saranno comunicati fra due o tre mesi.

Futuro multimediale

Il futuro della SSR è multimediale: nell'epoca del digitale la validità delle offerte radiofoniche e televisive può essere preservata solo con programmi interattivi, ha detto il direttore generale Armin Walpen nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Berna.

In futuro - ha aggiunto - non sarà più la SSR a stabilire a quale prezzo offrire i propri prodotti, ma saranno le società che gestiscono le reti telecom e via cavo ad occuparsene. Per questo motivo - ha detto Walpen - «il libero accesso all'intera offerta proposta dal servizio pubblico a prezzi vantaggiosi potrebbe essere in pericolo».

La SSR non è intenzionata a rinunciare alle controverse pagine internet delle sue emittenti radiofoniche e televisive, nonostante le critiche degli editori dei quotidiani che pubblicano una versione online e che vedono in questa offerta d'informazione una concorrenza sleale.

Per il momento, ha fatto sapere Walpen, l'ente pubblico rinuncerà a pubblicità e inserzioni a pagamento sulle sue pagine internet, ma non ha nessuna intenzione di rinunciare alla sua strategia.

Dal canto loro, gli editori svizzeri hanno scritto una lettera a Moritz Leuenberger, presidente della Confederazione, pregandolo di fermare l'offensiva «news» della SSR. Hanno inoltre depositato una denuncia che prende di mira il portale d'informazione della televisione svizzera all'Ufficio federale della comunicazione.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Nel 2005, la SRG SSR idée suisse ha registrato un deficit di un milione di franchi; i proventi ammontano a 1,5 miliardi di franchi.
L'azienda offre 4'660 posti di lavoro.
La SSR è nata nel 1931 come Società svizzera di radiodiffusione, ma la prima radio pubblica elvetica era stata aperta già nel 1922 a Losanna.

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In breve

La Società svizzera di radiotelevisione (SRG SSR idée suisse) è composta di sette unità aziendali.

Include stazioni radiofoniche e emittenti televisive nelle quattro lingue del paese (tedesco, francese, italiano e romancio), nonché il portale internet swissinfo (ex Radio svizzera internazionale, produzione in nove lingue).

È finanziata principalmente attraverso il canone riscosso presso i cittadini. Ma ha anche delle entrate legate alla pubblicità in televisione e allo sponsoring.

La SSR intende festeggiare il suo 75esimo anniversario con una serie di trasmissioni sulla sua storia e con un maggiore impegno nel settore dell'educazione.

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