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A fianco degli USA contro il terrorismo

Il procuratore della Confederazione, Valentin Roschacher

(Keystone Archive)

La Svizzera e l'amministrazione americana vogliono migliorare la cooperazione nella lotta al terrorismo.

L'intesa è stata firmata a Washington dal procuratore della Confederazione, Roschacher, e dal ministro della giustizia americano Ashcroft.

Lavorare con più celerità nelle inchieste svizzere avviate dopo l'11 di settembre per lottare contro il terrorismo.

A questo serve l'"operative working arrangement", l'accordo operativo di lavoro firmato mercoledì a Washington dal procuratore generale della Confederazione, Valentin Roschacher, e, per parte americana, dal ministro della giustizia John Ashcroft e dal segretario aggiunto al ministero del tesoro Ken Dam.

Questo accordo di lavoro è stato espressamente voluto dalla Svizzera per coordinare meglio i lavori delle task force, all'opera in America e in Svizzera, alla ricerca di persone e organizzazioni legate al terrorismo.

I due paesi hanno sistemi giudiziari diversi e questo rende talvolta difficile la cooperazione e la comunicazione.

Facilitare comunicazione e cooperazione

"In questa guerra globale al terrorismo, l'informazione è la chiave per prevenirlo. Facilitando la cooperazione e la comunicazione tra i due paesi aumenteremo la nostra capacità comune di individuare e prevenire atti di terrore", ha affermato il ministro della giustizia americano al momento della firma, rilevando come "nei mesi successivi all'11 di settembre la Svizzera è stato un alleato fedele nella lotta contro il terrorismo internazionale".

Secondo quanto ha rilevato Roschacher, questo documento serve per rendere più facili, ma anche e soprattutto più speditive le inchieste aperte in Svizzera all'indomani dell'attacco alle torri gemelle.

Si tratta di un accordo strettamente operativo, i cui dettagli non sono stati resi pubblici. Definisce in particolare i campi della collaborazione. "Interessa solo le inchieste in corso" ha precisato il procuratore generale della Confederazione alla stampa.

Inchieste a rilento

Attualmente sei inchieste sono pendenti a Berna. Le più famose riguardano quelle contro i responsabili della Nada Management (ex Al Taqwa), l'impresa finanziaria che aveva la sua sede a Lugano prima di essere sciolta all'inizio di gennaio del 2002.

Le inchieste sono aperte ormai da mesi e continuano ad andare a rilento. Questo è dovuto, per esempio, al fatto che molti documenti in arabo hanno dovuto essere tradotti, ha precisato Roschacher, rilevando come prima dell'11 di settembre il Ministero pubblico non disponesse di personale specializzato in inchieste legate al mondo arabo.

Solo alla luce dei testi tradotti si è capito che mancavano tasselli importanti e necessari per capire i meccanismi delle operazioni. Gli americani a loro volta hanno parte della documentazione mancante, che la Svizzera vorrebbe poter ottenere o comunque poter esaminare.

Scambio di agenti

D'ora in poi, grazie proprio all'accordo tecnico siglato tra i due paesi sarà facilitato il lavoro dei poliziotti americani che vengono in Svizzera, ma anche degli agenti svizzeri che vengono negli Stati Uniti.

In particolare gli americani intendono spedire a Berna agenti dell'FBI e funzionari doganali a lavorare con la Task Force antiterrorismo. In tutto si tratta di 4 o cinque persone per parte.

Gli inquirenti specializzati in singoli campi potranno più facilmente capire quali tasselli nelle mani della controparte potrebbero essere utili per portare a buon fine un'inchiesta elvetica o americana. Ciò permettere di avviare con più successo le eventuali procedure per l'assistenza giudiziaria.

Quello che conta per Roschacher è che "si cominci a lavorare". Ogni momento può essere un momento prezioso.

Anna Luisa Ferro Mäder, Washington

Fatti e cifre

11 settembre 2001: attacchi terroristici contro gli USA
15 settembre 2001: inizia la ricerca di eventuali tracce dei terroristi in Svizzera
4 settembre 2002: accordo di cooperazione antiterroristica tra Svizzera e USA

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