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Abacha junior sotto accusa in Svizzera

Il palazzo di giustizia di Ginevra

(Keystone)

Abba Abacha, figlio dell'ex-dittatore nigeriano Sani Abachi, è stato estradato dalla Germania in Svizzera. Venerdì è stato messo sotto accusa a Ginevra.

Abba e il fratello Mohamed avrebbero avuto il controllo della maggior parte dei 2,2 miliardi di dollari sottratti alla Nigeria dal padre quando era al potere tra 1993 e 1998.

Il figlio dell'ex dittatore nigeriano Sani Abacha, arrestato lo scorso dicembre in Germania nell'ambito di una richiesta di assistenza giudiziaria del ministero pubblico di Ginevra, è stato estradato giovedì in Svizzera.

Lo ha indicato venerdì all'ats Folco Galli, portavoce dell'Ufficio federale della giustizia (UFG). Abba Abacha è sospettato di amministrazione infedele, truffa e riciclaggio di denaro.

Aba Abacha è stato consegnato giovedì sera al valico doganale di Basilea-Lörrach agli inquirenti elvetici, che lo hanno poi condotto a Ginevra.

L'uomo, sul quale pendeva un mandato di arresto internazionale, era stato arrestato il 9 dicembre 2004 nel land tedesco del Nord-Reno e Westfalia. Il 13 gennaio l'UFG ha presentato alle autorità giudiziarie di Düsseldorf una richiesta di estradizione.

Lunga storia di saccheggi

Il clan Abacha è accusato di aver saccheggiato lo stato nigeriano. Dopo la morte del dittatore nel 1998, il nuovo governo ha chiesto aiuto a livello internazionale per tentare di recuperare il denaro volatilizzatosi: una parte dei fondi è finita nelle banche elvetiche.

Nel corso delle indagini la giustizia ginevrina ha ordinato il blocco di diversi conti, per un totale di diverse centinaia di milioni di dollari.

Il 18 agosto 2004 l'UFG ha ordinato la restituzione di 500 milioni di dollari alle autorità nigeriane. Il clan Abacha ha presentato ricorso al Tribunale federale (TF) contro la decisione di Berna.

Negli ultimi anni, la Svizzera ha già restituito più di 200 milioni di dollari alla Nigeria.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Dal 1999, la Svizzera ha bloccato oltre 700 milioni di dollari in seguito a rogatorie internazionali.
200 milioni sono già stati restituiti da Berna alla Nigeria.

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