Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Abbassate i tassi ipotecari

Tassi ipotecari più bassi contribuirebbero a sostenere la domanda di consumo

(Keystone Archive)

È quanto chiedono alle banche inquilini e proprietari, sulla scia del recente calo dei tassi di interesse. Ma le banche fanno orecchio da mercante.

Cresce la pressione sulle banche per ottenere una riduzione dei tassi ipotecari. Nelle ultime settimane i tassi di interesse sono scesi in Svizzera, ma il costo delle ipoteche variabili non è cambiato: il saggio è rimasto al 4 per cento dallo scorso novembre per la maggior parte degli istituti di credito.

Riduzioni possibili da un quarto a mezzo punto

«Teniamo d'occhio la situazione e lunedì prossimo discuteremo sui tassi ipotecari», rileva Werner Marti, responsabile della sorveglianza dei prezzi. Eventuali decisioni in merito saranno pubblicate fra una settimana.

Secondo l'Associazione svizzera inquilini (ASI) e la Società svizzera dei proprietari fondiari occorre agire. Per Peter Macher, segretario dell'ASI, nelle ultime settimane è divenuto chiaro che i tassi di interesse si stabilizzeranno a bassi livelli.

Sussistono quindi i margini per tagliare i tassi ipotecari di un quarto o di mezzo punto, secondo Macher. Da dicembre, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha ridotto per due volte, ciascuna di 0,5 punti percentuali, la banda di oscillazione del libor a tre mesi. Ma i tassi sulle ipoteche variabili non si sono mossi.

Non è questo il caso per le ipoteche a tassi fissi. In media per una durata di tre anni le banche chiedono nettamente di meno del 4 per cento. Secondo Macher, bisogna ridurre anche il costo delle ipoteche variabili.

Ridurre i tassi ipotecari per incentivare i consumi

Ansgar Gmür, direttore della Società svizzera dei proprietari fondiari, rammenta di aver già chiesto alle banche in maggio, in occasione del secondo taglio da parte della BNS, di ridurre di un quarto di punto il tasso ipotecario.

Tenuto conto di un portafoglio ipoteche pari a 560 miliardi di franchi, una tale diminuzione corrisponde a 1,4 miliardi di franchi. Tale alleviamento contribuirebbe a spingere la domanda di consumo in un momento di debolezza congiunturale, rileva Gmür.

D'altro canto, negli ultimi giorni alcune banche hanno ridotto in parte i tassi passivi, ad esempio quelli sulle obbligazioni di cassa. Tuttavia gli istituti di credito non ritengono che sia giunta l'ora per un taglio dei tassi sulle ipoteche variabili. Per Erich Hort, direttore della Banca Migros, si sta attualmente assistendo a forti oscillazioni sui mercati finanziari e non è possibile per ora determinare chiaramente una tendenza.

Banche frenate dal cattivo andamento delle borse

Inoltre, il rifinanziamento delle ipoteche è rincarato. La Banca Migros, che più volte in passato ha dato avvio a round di riduzione del costo delle ipoteche, attualmente riesce soltanto a rifinanziare metà della crescita netta di tale tipo di prestiti, con fondi provenienti dai conti di risparmio.

Ma questo argomento non dovrebbe riguardare alcune banche cantonali. Dai dati semestrali pubblicati di recente dalle banche cantonali di Argovia e Uri risulta che in questi tempi di turbolenze borsistiche i fondi di risparmio sono tornati ad affluire con abbondanza.

A spiegazione della reticenza delle banche rimane principalmente solo il cattivo andamento delle Borse. Viste le elevate perdite sul portafoglio titoli, le banche sono contente di guadagnare bene almeno con gli affari ipotecari. Ma non è un nostro problema, obiettano proprietari e inquilini. Macher e Gmür stimano all'1,5 per cento abbondante il margine degli istituti di credito negli affari ipotecari.

swissinfo e agenzie


Link

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.