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Accordi bilaterali: scatta l'allarme per il dumping salariale

Nell'incontro a Milano tra i sindacati svizzeri e quelli italiani si è fatto il punto anche sugli infortuni Keystone Archive

Scatta l'allarme dumping salariale in vista dell'entrata in vigore degli accordi bilaterali tra Svizzera e Unione europea. A lanciarlo, in un incontro svoltosi lunedì a Milano, sono il Sei (Sindacato svizzero dell'edilizia e dell'industria) e la Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil). La preoccupazione riguarda soprattutto il lavoro interinale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 maggio 2001 - 17:35

I cosiddetti "lavoratori in affitto", impiegati nei cantieri, rischiano di essere meno tutelati dal punto di vista salariale, ma anche della sicurezza sul lavoro. Nel settore edile viene adoperata per lo più manodopera frontaliera.

Gli accordi bilaterali e la costruzione di Alptransit, la nuova trasversale ferroviaria alpina, sono i due fronti su cui si concentrerà l'attenzione delle organizzazioni sindacali. Proprio su questi temi verranno organizzate due manifestazioni tra la fine dell'anno e il 2002.

Il prossimo giugno a Como è invece già in agenda un convegno internazionale, al quale interverranno delegati sindacali e delle imprese europee, che lavorano alla costruzione della linea ferroviaria.

I timori sono legati al trattato sulla libera circolazione delle persone: l'arrivo di imprese straniere sul territorio svizzero comporta il rischio di pressioni verso il ribasso sugli stipendi. «Bisogna vigilare - ha detto Saverio Lurati, segretario del Sei - affinché vengano offerti a tutti, svizzeri e frontalieri, adeguati salari e oneri contributivi corretti». I lavoratori italiani, impiegati in Svizzera, sono 40 mila, 31 mila dei quali si recano ogni giorno in Ticino.

E ora, ai tempi della flessibilità del lavoro, si profila un nuovo pericolo, chiamato precarietà. L'incidenza del lavoro in affitto è del 15 per cento nella Confederazione, e dell'8 per cento in Ticino. E sono proprio i lavoratori appartenenti a questa categoria ad essere i più esposti al rischio infortuni. A livello svizzero nel settore dell'edilizia la frequenza è di 254 incidenti ogni 1.000 occupati, mentre si sale a 386 ogni 1.000 occupati per ciò che riguarda il lavoro interinale. Globalmente nel 1999 gli infortuni a livello svizzero sono costati 2,5 miliardi di franchi.

Per contenere il fenomeno, i sindacati giocano la carta della collaborazione, già avviata tra Lombardia e Ticino, che va ora allargata anche agli altri Cantoni, quali Vallese e Grigioni, toccati dal fenomeno del frontalierato. Dopo l'accordo di tre anni fa, che ha consentito a 3.400 lavoratori di essere affiliati al Sei e alla Cgil, pagando una sola quota di iscrizione, si sta ora costituendo una banca dati per lo scambio di informazioni e verrà organizzata una conferenza dei servizi dei funzionari dei due sindacati, quale momento formativo e informativo.

Elisabetta Pisa

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