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Accordo siglato per i farmaci meno cari

Il nuovo accordo dovrebbe favorire la diffusione dei generici e un abbassamento generale dei prezzi dei medicinali in commercio

(Keystone Archive)

Anche il governo ha ratificato mercoledì le nuove tariffe dei medicinali. L'accordo tra casse malattia e farmacisti porta già ai primi risparmi.

Il Consiglio federale ha approvato oggi la convenzione tariffale nazionale conclusa tra la Società svizzera dei farmacisti (SSF) e «santésuisse». Il sistema, in vigore dal luglio 2001, introduce un cambiamento di rilievo: il reddito dei farmacisti non è più legato ad un margine in percentuale del prezzo dei medicinali, bensì alle prestazioni concesse al momento della consegna dei farmaci.

La nuova rimunerazione delle prestazioni dei farmacisti, che concerne soltanto i farmaci prescritti dal medico a carico dell'assicurazione malattia obbligatoria, riduce la tentazione di vendere farmaci cari o di spingere i clienti all'acquisto. È quanto sostiene il Consiglio federale, aggiungendo che essa offre anche maggiore trasparenza, distinguendo chiaramente la consulenza e il lavoro del farmacista dai costi di produzione e di distribuzione dei farmaci.

L'impegno degli assicuratori

Per rendere i costi maggiormente trasparenti e permetterne il contenimento, i farmacisti e gli assicuratori si sono impegnati a rispettare il principio della «neutralità». Ciò implica che il reddito complessivo dei farmacisti per il 2001 e il 2002 non potrà superare quello degli anni precedenti: in caso contrario si dovrà ridurre il valore del punto fissato su scala nazionale (1,05 franchi). Inoltre, a dimostrazione della loro volontà di contenere l'aumento dei costi, i farmacisti si sono impegnati a concedere una riduzione del 3,2 per cento sul prezzo dei farmaci.

La rimunerazione della prestazione fornita dal farmacista comprende una tassa per la vendita, controllo, consulenza al momento di fornire un farmaco e una tassa per l'aggiornamento della cartella del paziente.

Consenso

I farmacisti e gli assicuratori riconoscono il successo del nuovo sistema: il passaggio dal margine proporzionale alla rimunerazione diretta delle prestazioni dei farmacisti si è rivelata efficace. Lo ha spiegato Marcel Mesnil, segretario generale della SSF, aggiungendo che almeno 90 milioni di franchi sono già stati risparmiati sui costi della sanità e che le cifre ufficiali saranno rese note alla fine di marzo.

Santésuisse condivide questa opinione: il nuovo sistema ha permesso di ridurre da 90 a 100 milioni di franchi l'aumento del costo dei medicinali venduti su ricetta medica in farmacia e rimborsati dall'assicurazione di base. Su un totale di 2,1 miliardi di franchi, 100 milioni non sono molti, ma occorre incoraggiare questa tendenza. Questa si accentuerà, ha sottolineato Santésuisse, se i farmacisti si sforzeranno di consigliare farmaci generici più economici, invece di proporre continuamente prodotti più recenti e più cari.

La catena di farmacie «discount» Sun Store, che non è membro della SSF, ha rinunciato, nel patto bilaterale con il gruppo di assicurazioni Cosama, a introdurre il nuovo sistema di rimunerazione delle prestazioni. Gli assicurati delle sei casse che fanno parte del gruppo ottengono il 10 per cento di sconto in caso di pagamento diretto, il 5 per cento se il pagamento è effettuato dall'assicurazione.

Se per la SSF questo sistema si avvicina alla pratica del «dumping», per Santésuisse si tratta di libera concorrenza. La convenzione tra assicuratori e farmacisti è un accordo-quadro e, come sostiene il portavoce di Santésuisse Peter Marbet, «è possibile negoziare bilateralmente soluzioni più attrattive».

swissinfo e agenzie


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