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Accordo sull'agenda OMC a Davos

Il ministro dell'economia Joseph Deiss (a sinistra) e il direttore generale dell'OMC, il francese Pascal Lamy

(Keystone)

I ministri di una ventina di paesi dell'Organizzazione mondiale del commercio hanno trovato sabato a Davos un'intesa sulle future tappe dei negoziati commerciali.

Nel corso del vertice informale organizzato dalla Svizzera in margine al Forum economico è stata ribadita la volontà di chiudere il ciclo di Doha entro la fine dell'anno.

"Sono state discussioni franche e aperte, svoltesi con uno spirito costruttivo" ha detto il ministro dell'economia Joseph Deiss all'uscita della sala.

Organizzata dal consigliere federale, la riunione è terminata con l'adozione di un calendario che dovrebbe permettere di portare a termine i negoziati del ciclo di Doha entro la fine dell'anno.

"Possiamo e vogliamo riuscirci" ha sottolineato Deiss al termine del mini vertice. L'agenda da noi elaborata indica quali problemi rimangono ancora in sospeso e entro quando vanno risolti.

"Ora disponiamo di una 'road map' molto precisa. Così potremo misurare lo stato dei lavori e capire se siamo in ritardo o se stiamo procedendo correttamente" ha spiegato il ministro.

Lo scoglio dell'agricoltura

L'incontro è il primo appuntamento a livello ministeriale dopo il summit di Hong kong dello scorso dicembre. Per Deiss, il calendario "preciso" definito a dicembre nell'ex colonia britannica dovrebbe facilitare la conclusione del negoziale.

I 149 paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio dovranno ora mettersi d'accordo entro la fine di aprile sulla riduzione dei dazi doganali per i prodotti agricoli.

"Il vertice di Hong Kong ci ha permesso di fare dei passi avanti", ha spiegato Deiss, "ma per giungere a un'intesa sui dossier più controversi, come l'agricoltura, c'è ancora molto da fare".

Da parte sua, il direttore generale dell'OMC, il francese Pascal Lamy, ha dichiarato che ad Hong Kong è stato fatto il 60% del lavoro. "Adesso ci sono tutti i presupposti arrivare a una soluzione", ha affermato Lamy. "Il lavoro che resta da fare rappresenta tuttavia una sfida non da poco".

La posizione di Ue e Usa

Agli incontri informali erano presenti anche il delegato Usa agli accordi commerciali Robert Portman, il commissario Ue al commercio Peter Mandelson e il ministro degli esteri brasiliano Celso Amorim.

Mandelson ha spiegato che i negoziatori devono ora chinarsi sui particolari. "Dobbiamo lavorare molto più in profondità su tutti gli aspetti di accesso al mercato, piuttosto che su un'offerta globale", ha esortato.

Nel suo intervento Robert Portman ha insistito sulle concessioni che dovrà fare l'Unione europea sull'agricoltura. "Oso sperare - ha dichiarato - che l'Ue non bloccherà l'accordo».

Mandelson ha risposto che Bruxelles rimarrà sulle sue posizioni in materia di agricoltura se non vi saranno sviluppi circa la liberalizzazione dei servizi e dei prodotti industriali.

Voci critiche sul mini vertice

L'organizzazione terzomondista Dichiarazione di Berna ha criticato questi incontri informali, sostenendo che servono solo agli stati ricchi per imporre meglio i loro interessi nei confronti dei paesi poveri.

Deiss ha replicato alle critiche dicendo che a Davos non è stato deciso nulla.

Spetterà infatti ai 149 Paesi membri della WTO prendere le decisioni finali a Ginevra.

"Il vertice informale di questa mattina da fiducia e speranza. Adesso disponiamo di tutti gli elementi per portare a termine il lavoro e concretizzare ciò che avevamo stabilito a Hong Kong" ha concluso Deiss.

swissinfo, agenzie e Pierre-François Besson da Davos

Fatti e cifre

Una ventina di ministri si sono dati appuntamento sabato a Davos, a margine del WEF, per discutere dei negoziati dell'OMC.
Tra gli altri vi erano i rappresentanti di Unione Europea, Stati Uniti, Brasile, Giappone, India e Australia.
Scopo dell'incontro era la definizione delle future tappe della negoziazione, dopo la conferenza ministeriale tenutasi ad Hong Kong.

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In breve

I 149 paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) stanno negoziando nuove aperture degli scambi commerciali internazionali nel quadro del ciclo "di Doha", iniziato nel 2001.

L'obiettivo è di chiudere il round negoziale entro la fine dell'anno per giungere alla ratifica dell'accordo prima del giugno 2007.

Nel corso dell'ultima riunione ministeriale, tenutasi ad Hong Kong a fine dicembre, i ministri si sono impegnati a definire le grandi linee del dossier agricolo entro fine aprile.

Riguardo al dossier agricolo, la Svizzera è sulla difensiva, mentre spinge per una maggiore liberalizzazione dei servizi e per la riduzione dei dazi doganali nell'industria.

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