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Aeroporti paradiso degli acquisti

Gli aeroporti del futuro assomiglieranno più a dei centri commerciali che a delle stazioni

(Keystone)

Gli aeroporti non possono più limitarsi unicamente al traffico aereo, ma devono aumentare il proprio fatturato diversificando le proprie attività.

La tendenza è quella di trasformare gli scali in templi del consumo e paradisi degli acquisti. Zurigo e Ginevra sono già sulla rotta giusta.

Gli aeroporti devono diversificare maggiormente le proprie fonti di reddito e non concentrarsi unicamente sul traffico aereo. È quanto afferma uno studio presentato mercoledì dalla società di consulenza strategica A.T. Kearney.

Gli scali devono assomigliare sempre più a delle grandi città, con molti negozi e uffici. Questa evoluzione è resa necessaria dalla crescente pressione sui prezzi alla quale è sottoposto il settore del trasporto aereo.

«Noi sono 15 anni che portiamo avanti questa politica», dice a swissinfo Philippe Roy, portavoce dell'aeroporto internazionale di Ginevra. «Più della metà dei nostri ricavi proviene da attività non strettamente legate al traffico aereo. Questa tendenza è andata rafforzandosi nel corso degli ultimi anni».

Diversificare l'offerta

In futuro, gli introiti provenienti dal trasporto di passeggeri e merci potranno nelle migliori delle ipotesi rimanere stabili ma difficilmente cresceranno, sostiene lo studio. Oltre alla diminuzione delle entrate, gli aeroporti devono altresì far fronte ad investimenti sempre più onerosi.

Il bisogno di agire è «urgente», afferma la società di consulenza. I responsabili degli scali devono prestare maggiore attenzione a quella fetta di clientela interessata a rendersi negli aeroporti per ragioni diverse che prendere l'aereo.

A Ginevra, «la crescita dei ricavi nel compartimento non-aviazione ci ha permesso di non fare aumentare le tasse aeroportuali per le compagnie aeree e per i passeggeri», spiega il portavoce dello scalo.

Ginevra e Zurigo in rampa di lancio

Bar, ristoranti, negozi e parcheggi dovranno costituire in futuro la principale fonte di reddito. Oltre a ciò, gli aeroporti potrebbero proporre delle superfici da affittare e munirsi di supporti pubblicitari. «Noi siamo aperti 360 giorni all'anno e funzioniamo come un centro commerciale», conclude Roy.

Secondo la A.T. Kearney, lo scalo svizzero di Zurigo-Kloten è già sulla rotta giusta. «La nostra forza è di essere il luogo in Svizzera che ha in assoluto i migliori collegamenti con il resto del paese», spiega Sonja Zöchling, portavoce di Unique, la società che gestisce l'aeroporto.

Un altro dei capisaldi dello scalo sono gli uffici, «sempre molto apprezzati». «La percentuale di locali vuoti è di circa l'1% - spiega Sonja Zöchling - mentre a livello svizzero si situa attorno all'8%».

Sui 15 più importanti aeroporti europei presi in considerazione, lo scalo zurighese si piazza in quarta posizione in termini di redditi derivanti da attività cosiddette "non-aviation".

Il 43% dei suoi introiti proviene infatti da questo genere di attività. Al primo posto figura lo scalo norvegese di Oslo (48%), seguito da quello di Copenhagen (47%) e da Monaco di Baviera (45%).

L'aeroporto di Ginevra non è stato preso in considerazione dagli autori dello studio. Ma secondo le informazioni forniteci dalla direzione, lo scalo ricava addirittura il 51% dei suoi benefici da questo tipo di attività.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Il 48% delle entrate dell'aeroporto di Oslo provengono da settori diversi da quello aereo.
Al secondo posto della speciale classifica c'è lo scalo di Copenhagen (47%), seguito da Monaco di Baviera (45%).
Zurigo è al quarto posto con il 43%.

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In breve

I centri di transito internazionali sono da sempre il punto di partenza per la costruzione di nuove città. Questo ruolo, che in passato era prerogativa di porti, stazioni o snodi autostradali, è oggi svolto dagli aeroporti.

Le carte vincenti degli aeroporti sono la vendita di prodotti tradizionali del paese in cui si trova lo scalo, i ristoranti take-away o di gastronomia classica e le proposte culturali. L'aeroporto di Monaco di Baviera, ad esempio, ospita al suo interno una clinica.

Gli aeroporti svizzeri sono all'avanguardia di questa tendenza. Secondo lo studio, Zurigo ricava il 43% del suo fatturato da operazioni non legate all'aviazione situandosi così al quarto posto della classifica allestita dai consulenti dalla A.T. Kearney.

L'aeroporto di Ginevra, non preso in considerazione dagli autori dello studio, secondo le informazioni forniteci dalla direzione dello scalo ricava addirittura il 51% dei suoi benefici da questo tipo di attività.

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