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Affari esteri: incontro al vertice tra Svizzera e Ue

Micheline Calmy-Rey e Javier Solana sperano d'incontrarsi ancora entro la fine dell'anno

(Keystone)

La ministra degli esteri elvetica Micheline Calmy-Rey ha discusso dei temi caldi della politica mondiale con il rappresentante dell'Unione europea Javier Solana.

Al centro dei colloqui ci sono stati il Consiglio ONU dei diritti umani, il Kosovo, il vicino Oriente e il programma atomico iraniano.

La consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha incontrato lunedì a Bruxelles Javier Solana, l'incaricato per le relazioni esterne dell'Unione europea (Ue). Per una volta, al centro del dialogo tra Svizzera e Ue non ci sono state le relazioni bilaterali, ma la politica mondiale. L'incontro, voluto da Solana, ha offerto alla ministra elvetica l'occasione di illustrare le sue priorità in materia di politica estera.

Diritti umani

Calmy-Rey ha informato Solana in merito alla riforma del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite, riforma che la Svizzera ha molto a cuore. «Stiamo lottando per evitare che all'interno del Consiglio si formino dei blocchi regionali», ha dichiarato Micheline Calmy-Rey al termine dell'incontro.

Troppo spesso, gli stati membri non giudicherebbero il rispetto dei diritti umani nei vari paesi basandosi su dei criteri oggettivi, ma seguendo i propri interessi in materia di politica estera. «Questo modo di procedere ha affossato la reputazione della vecchia Commissione dei diritti umani», ha spiegato la ministra. Ora ci sarebbero stati dei «piccoli progressi», che restano tuttavia insufficienti.

Kosovo

Solana e Calmy-Rey hanno discusso anche dello statuto del Kosovo. La Svizzera si è pronunciata già da tempo in favore di un'indipendenza formale del Kosovo, che attualmente è ancora una provincia della Serbia. Quest'ultima rifiuta categoricamente di parlare d'indipendenza.

Finora, i colloqui tra il Kosovo e la Serbia, guidati dal mediatore ONU Martti Ahtisaari, non hanno portato ad alcun risultato. Il finlandese Ahtisaari ha perciò deciso di non consegnare il suo rapporto alla data prevista. Anche Solana si è espresso in favore di una posticipazione del rapporto, qualora in Serbia dovessero essere organizzate delle elezioni in tempi brevi. Micheline Calmy-Rey si è mostrata dello stesso avviso e ha affermato che «non sarebbe affatto una decisione poco intelligente quella di aspettare le elezioni».

Vicino Oriente

In merito al conflitto israelopalestinese, la ministra degli esteri elvetica ha dichiarato che «la situazione umanitaria nei territori palestinesi preoccupa la Svizzera». Ci sarebbero però anche segnali positivi, come le voci secondo le quali gli islamici radicali di Hamas sarebbero ora disposti a formare un governo di unità nazionale con i moderati del Fatah. Da tempo, l'Ue spera in un governo di unità nazionale che riconosca il diritto all'esistenza di Israele.

Un altro tema discusso da Solana e Calmy-Rey è stato il controverso programma nucleare iraniano. «Bisogna fare di tutto per trovare un soluzione negoziata», ha detto la ministra elvetica. Dal canto suo, Solana ha già trattato a lungo con l'Iran, ma finora non ha ottenuto risultati di rilievo.

«È importante che l'Ue s'interessi di determinati settori della politica estera elvetica», ha sottolineato Micheline Calmy-Rey. Spesso, ha aggiunto Javier Solana, Svizzera e Ue lavorano molto bene insieme. «La Confederazione ha un ruolo particolare in diversi dossier. A volte questo ruolo resta nell'ombra, ma è molto positivo e costruttivo». Il rappresentante dell'Ue intende continuare a dialogare con la Svizzera e spera di visitarla entro la fine del 2006.

swissinfo, Simon Thönen, Bruxelles
(traduzione, Doris Lucini)

Fatti e cifre

Il 9 maggio 2006 la Svizzera è stata nominata quale membro del Consiglio ONU per i diritti umani.
Nel Consiglio dei diritti umani – che ha sostituito l'omonima Commissione, ormai discreditata – siedono 47 paesi.
Il Consiglio è stato creato grazie ad un'iniziativa della Svizzera. Di regola si riunisce tre volte l'anno, ma può anche indire sedute straordinarie.

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In breve

In Svizzera vivono 370'000 persone provenienti dalla ex-Jugoslavia. Il 36% è di origine kosovara.

Gli aiuti e investimenti svizzeri in Kosovo per il 2006 ammontano a poco meno di 50 milioni di franchi. 6,2 milioni provengono dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DDC) e dal Segretariato di stato dell'economia (seco).

La Svizzera parteciperà fino al 2008 alla missione di pace della Nato in Kosovo. Un eventuale prolungamento della missione sottostà all'approvazione del parlamento.

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