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Al Salone dell'auto in bici?

Quelle senz'auto: per i promotori domeniche di sogno, per gli oppositori da incubo (www.initiative des dimanches)

Mentre è in pieno svolgimento a Ginevra il Salone internazionale dell'auto, in Svizzera si riaffaccia la proposta ecologica delle domeniche senza auto.

Sul tema, immancabilmente tra pareri vivamente opposti, si decide in votazione popolare a maggio.

Al contrario dell'Italia, dove si è fatto ricorso periodicamente al blocco del traffico per combattere lo smog, in Ticino come a Berna o a Zurigo le domeniche senza auto sono state negli ultimi anni delle iniziative facoltative, che non hanno avuto un grande successo.

Più che di domeniche senza auto si è trattato di domeniche con un po' meno auto del solito.

Il blocco della circolazione dei mezzi privati per quattro domeniche all'anno, una per stagione, potrebbe però diventare legge se la popolazione a maggio votasse in favore dell'iniziativa degli ecologisti.

Contrario il governo

Il Parlamento e il governo elvetici ritengono che forzare gli automobilisti a lasciare la macchina in garage non sia il mezzo più adatto a migliorare la qualità dell'aria.

I promotori rispondono che non si tratta tanto di migliorare l'aria, quanto piuttosto della qualità di vita e di rendere attenta la gente di alcune abitudini malsane della società, come ad esempio la mancanza di moto.

Bisogna risalire al 1973, durante la crisi petrolifera, per ritrovare un decreto del governo che stabiliva tre domeniche senz'auto per far fronte alla penuria di carburante. Non solo i centri urbani, ma anche strade ed autostrade furono a quell'epoca invase dai ciclisti.

Il desiderio di tornare a quell'atmosfera quasi irreale, senza stress, senza rumori ha spinto più volte dei parlamentari - e non solo dello schieramento rosso-verde - a riaprire il dibattito con delle mozioni.

Le proposte sono però regolarmente naufragate. Fino al 1998, quando un nuovo comitato ha consegnato le oltre 110'000 firme dell'iniziativa popolare.

E chi lavora di domenica?

Se in Italia le auto spariscono dalle città, in Svizzera l'iniziativa va molto più in là, proponendo appunto il blocco totale della circolazione privata. Ma che farebbero tutti quelli che lavorano di domenica, o chi vive in campagna o in un luogo isolato?

"Vedremmo anche noi di buon occhio un potenziamento dei trasporti pubblici", ammette Werner Herger, dell'Associazione Trasporti e Ambiente ATA), tra i fautori dell'iniziativa.

"Ma a parte questo, siccome si tratta di una proposta molto limitata non dovrebbe avere dei grossi effetti negativi, anzi dal punto di vista del turismo potrebbe perfino rappresentare un'offerta un po' speciale".

Certo, aggiunge il segretario della sezione ticinese, bisogna che i comuni siano pronti ad organizzare qualcosa, come giochi per bambini o una spaghettata pubblica.

Di parere opposto il portavoce del Touring Club Svizzero (TCS), che vede nell'iniziativa un danno enorme per il turismo. Per Stephan Müller si può sempre organizzare un evento speciale durante il quale si blocca il traffico, come è già il caso per esempio della Fête de Vignerons (la festa dei viticoltori) a Neuchatêl o delle varie Risottate in Ticino.

L'autobus alla frontiera

Impedire alla gente di guidare equivale per il TCS ad infrangere un diritto fondamentale, non solo per i cittadini svizzeri, ma anche per i paesi confinanti. "Non si può isolare la Svizzera dall'Italia, l'Austria, la Francia, la Germania, con cui esistono trattati internazionali", dice Stephan Müller ai microfoni di swissinfo.

Per l'ATA invece il problema si potrebbe risolvere organizzando dei mezzi pubblici di trasporto alla frontiera. Un'idea che pare invece irrealizzabile agli oppositori dell'iniziativa. Il TCS pensa inoltre che alle centinaia di migliaia di persone che lavorano di domenica.

"Siamo piuttosto per l'uso coscienzioso dell'auto, io stesso, specifica il portavoce del TCS, ho un abbonamento generale per il treno e lo uso ogni volta che posso".

Per l'ambiente si può fare molto di più costruendo automobili con emissioni ridotte di gas dannosi, considera il TCS. Il Touring Club Svizzero ha in questo senso pubblicato, in occasione del Salone dell'auto di Ginevra e congiuntamente all'Ufficio federale dell'energia, un catalogo delle auto che consumano meno benzina o diesel.

Insomma togliere le auto per gli uni equivale a creare spazi liberi, per gli altri ad infrangere una libertà fondamentale. La risposta la daranno le urne il 18 maggio.

swissinfo, Raffaella Rossello

In breve

Una domenica per stagione: tutte le piazze e strade pubbliche, incluse le strade nazionali, sarebbero a disposizione della popolazione dalle 04.00 alle 24.00, per il libero uso generale senza circolazione privata di autoveicoli. Garantiti i trasporti pubblici.

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