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Al via "l'anno di Hermann Hesse"

Hermann Hesse ed il Ticino, un rapporto d'amore durato oltre quarant'anni.

(Museo Hermann Hesse, Montagnola)

La Fondazione di Montagnola che porta il suo nome punto di riferimento per una serie di manifestazioni in tutta Europa

Si comincia da Winterthur per poi toccare Berlino, Milano, Venezia e l'europarlamento di Bruxelles, senza trascurare il canton Ticino: per i 125 anni dalla nascita dello scrittore Hermann Hesse e, contemporaneamente, per i 40 dalla morte, la Fondazione ticinese che porta il suo nome ha fatto le cose in grande, avvalendosi di volta in volta di collaboratori diversi.

Duplice ricorrenza

"Ci poniamo come un punto di riferimento a livello internazionale -spiega Regina Bucher, direttrice della Fondazione e dell'omonimo Museo a Montagnola -; anche se non siamo la maggiore istituzione sullo scrittore al mondo, possediamo però una quantità di 'know-how' tale da poter fornire una consulenza praticamente unica a chi sia interessato a promuovere iniziative sulla sua vita o le sue opere".

Con questo spirito sono nate le manifestazioni che sottolineranno il duplice anniversario del 2002. I partner sono nomi prestigiosi, a cominciare dalla casa editrice Suhrkamp di Francoforte e dalla Fondazione Volkart di Winthertur, organizzatrici dell'esposizione "Hermann Hesse - Varcare i confini", aperta a Winterthur dal 6 febbraio all'8 marzo. La mostra dà ufficialmente il via all'anno celebrativo, con una riflessione sul bisogno -più volte espresso dallo scrittore- di oltrepassare i confini interiori e di mutare la propria personalità.

Il top delle mostre a Zurigo

A Bruxelles la Fondazione Hesse è riuscita addirittura a coinvolgere il Parlamento europeo ("un'impresa non facile" ammette la direttrice), per farne la sede di una mostra dedicata al cosmopolitismo dello scrittore ("Hesse cittadino del mondo", dal 15 al 26 aprile). Date le condizioni, per visitarla sarà richiesto un permesso speciale.

A Zurigo si prepara invece una delle più grosse esposizioni mai realizzate sull'artista, prevista dal 22 marzo al 14 luglio: oltre 800 metri quadrati di spazio nel Museo nazionale svizzero per mostrare al pubblico acquarelli e scenografie realizzate da Hesse (che insieme all'attività letteraria coltivò, come è noto, anche la pittura), accanto a documenti sui suoi due romanzi forse più famosi, "Siddharta" e "Il lupo della steppa".

Esposizioni in Ticino

L'Italia, tanto amata da Hesse, che la girò in lungo e in largo, lo ricorda nelle tre città di Milano, Venezia e Porlezza. Nel capoluogo lombardo ci sarà un'esposizione fotografica, dal 4 al 26 marzo, seguita da un concorso per artisti in aprile; in laguna è prevista un'esposizione di acquarelli presso il consolato svizzero (dall'8 novembre al 20 dicembre), mentre a Porlezza dal 23 marzo al 3 novembre sarà possibile visitare la mostra "Hesse 2002 - Sguardo verso l'Italia".

Un posizione di rilievo spetta naturalmente al Ticino e a Montagnola, località in cui lo scrittore visse per 43 anni, dal 1919 al 1962, anno della morte. Qui creò le sue opere più importanti e qui gli giunse, nel 1946, la notizia di aver vinto il premio Nobel. Per ricordarlo il Museo "Hesse", ricavato in una dépendence della "Casa Camuzzi" dove l'artista abitò per 12 anni, organizza tre esposizioni dal 9 marzo fino al febbraio 2003, dedicate rispettivamente ai rapporti di Hesse con l'Italia e a due amici che ne influenzarono l'opera e la personalità, il pittore Louis Moillet e il drammaturgo Peter Weiss.

L'attualità di Hesse

"Hesse è una figura attualissima ancora oggi" conclude Regina Bucher "lo dimostrano i quasi 14mila visitatori giunti lo scorso anno al Museo, tra cui molti giovani. Lo sentono vicino, i suoi romanzi e le sue poesie li incuriosiscono, e del resto lo scopo della Fondazione, come di tutte le iniziative di quest'anno, è quello di far sentire il pubblico a casa propria, di farlo riflettere, anche con una ricchissima serie di attività collaterali quali letture, passeggiate, dibattiti". Più che un museo, dunque, un centro d'incontri. Come se Hesse fosse sempre sulla porta di casa, ad accogliere quanti vogliono conoscerne e approfondirne il messaggio.

Alessandra Zumthor


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