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Al WEF per tessere legami vitali

Le segrete cose del WEF: un poliziotto veglia sulla sicurezza dei partecipanti al forum.

(Keystone)

Quattro consiglieri federali prendono parte al World Economic Forum di Davos.

Per la Svizzera questa forte presenza del governo al WEF permette di allacciare importanti rapporti a livello politico ed economico.

In totale prendono parte alla 33esima edizione del World Economic Forum duemila persone provenienti da 100 Paesi, che fanno parte dell'economia, della politica, delle Organizzazioni non governative (ONG), dei media.

Un occasione da non perdere per i politici svizzeri. Così ad esempio il 25 gennaio la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey incontra il segretario di stato americano Colin Powell. Anche i Consiglieri federali Pascal Couchepin (interni), Joseph Deiss (economia) e Kaspar Villiger (finanze) saranno presenti al WEF.

Un networking efficace

"Il WEF è interessante per la Svizzera sotto diversi aspetti", dichiara a swissinfo Livio Zanolari, portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Zanolari coordina la comunicazione a livello federale durante l'evento.

"Per la Svizzera, continua, il WEF è molto importante perché il nostro Paese non è presente a molti incontri multilaterali. Il WEF ci offre la possibilità di fare molti contatti in breve tempo".

Tre anni fa Zanolari ha accompagnato il Consigliere federale Joseph Deiss a Davos: "In due giorni Deiss ha potuto fare molti incontri bilaterali".

La crisi con l'Iraq e la questione della fiducia

"La Svizzera con il WEF offre una piattaforma in cui i rappresentanti dei diversi gruppi d'interesse possono discutere dei grandi temi e dei problemi del mondo". Zanolari ne è convinto, le voci critiche, spiega il portavoce, si possono sentire anche all'interno del WEF e non solo nelle manifestazioni alternative al forum.

Infatti il WEF organizza diversi incontri su temi come il Corporate Governance, Global Governance, Valori e come "Costruire la fiducia", il motto di quest'anno. Apparentemente il WEF prende sul serio la perdita di fiducia della società nei suoi confronti.

L'agenda politica, spiega Zanolari, è invece dettata dall'attualità: "La crisi irachena è sicuramente uno dei temi principali".

Niente per le piccole e medie imprese

L'economia svizzera, come la maggior parte degli altri Paesi, si basa soprattutto sulle piccole e medie imprese. Dato che i membri del WEF sono invece i grossi gruppi, vi sono relativamente pochi rappresentanti dell'economia svizzera a Davos.

Uno di loro è il responsabile di Novartis, Daniel Vasella. Satoshi Sugimoto, suo portavoce spiega che: "Novartis è membro del WEF da molti anni. Daniel Vasella fa inoltre parte del 'World Business Council', l'organo di consulenza del WEF".

Secondo Sugimoto il WEF rappresenta una piattaforma importante e utile al dialogo: "Anche se le questioni più scottanti non possono venir risolte in così poco tempo, i colloqui danno sempre nuovi impulsi".

Agende piene di appuntamenti

Come detto è la possibilità di allacciare contatti a livello politico ed economico che rende il WEF interessante per la Svizzera.

Un altro membro del WEF è il direttore esecutivo della Nestlé Peter Brabeck-Letmathe. Il suo portavoce Francois-Xavier Perroud afferma: "Da un lato il programma diventa sempre più interessante di anno in anno e dall'altro è possibile organizzare incontri che sarebbero molto improbabili a causa delle agende cronicamente sovraffollate. Il WEF è dunque un luogo d'incontro ideale".

Stesso parere per la portavoce dell'UBS, Monika Dunant: "Il WEF è una piattaforma che permette di coltivare i contatti e i rapporti con i clienti in maniera informale". Perciò l'istituto bancario già da parecchi anni è rappresentato a Davos da una delegazione di alto livello.

Gli introiti e il rapporto di convenienza

Secondo uno studio riguardante l'edizione del 2001, il WEF portò al comune di Davos introiti supplementari per circa 23 milioni di franchi, 24 per il Canton Grigioni. Solo nel settore alberghiero e gastronomico si registrò un giro d'affari extra di 10/11 milioni di franchi.

Ancora Livio Zanolari, portavoce del DFAE: "L'aspetto finanziario del WEF non è irrilevante. Inoltre Davos come meta turistica viene resa ancora più famosa in tutto il mondo".

I costi pubblici del WEF sono tuttavia notevolmente saliti: per l'anno in corso si avvicinano ai 14 milioni di franchi. Questo aumento dei costi rende sempre più pressante la questione della convenienza economica del WEF.

Anche l'opposizione alla manifestazione da parte della popolazione locale aumenta: le massicce misure di sicurezza non solo limitano gli abitanti, ma addirittura li spaventano. Molti genitori ad esempio non mandano i propri figli a scuola durante il WEF.

In proposito il direttore del WEF André Schneider rileva che: "Se la tendenza all'aumento delle misure di sicurezza dovesse confermarsi anno dopo anno, nessuno vorrà più tenere il WEF a Davos".

swissinfo, Elvira Wiegers
(traduzione: swissinfo, Raffaella Rossello)

In breve

Per la Svizzera, l'interesse principale del WEF consiste nella possibilità d'incontrare i rappresentanti del mondo politico ed economico di altri paesi.

Interessante da un punto di vista politico, il WEF non è però fatto su misura per le imprese svizzere, che sono in genere di taglio medio-piccolo. Al WEF partecipano infatti solo le grandi imprese (per la Svizzera, ad esempio, la Novartis).

La ricaduta economica del forum sulla regione di Davos è importante, ma i costi per la sicurezza, di anno in anno più elevati, portano molte persone a domandarsi se la località grigionese sia davvero il posto adatto allo svolgimento del WEF.

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Fatti e cifre

4 consiglieri federali presenti al WEF
2000 i partecipanti in totale
100 i Paesi rappresentati
Novartis, Nestlè e UBS sono tra i pochi membri svizzeri del WEF

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