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Prevenzione Si chiama Internet la nuova droga dei giovani



Il pericolo di dipendenza da Internet è in agguato soprattutto per i giovani: prevenirlo è la nuova sfida per l'intera società.

Il pericolo di dipendenza da Internet è in agguato soprattutto per i giovani: prevenirlo è la nuova sfida per l'intera società.

(AFP)

Alcool, tabacco, droghe, giochi d'azzardo e – per la prima volta – Internet: il "Panorama svizzero delle dipendenze 2016" rivela i comportamenti problematici e a rischio della popolazione elvetica in questi campi. La fondazione Dipendenze Svizzera cifra i danni e richiama autorità e politici alle loro responsabilità nella prevenzione.

Il rapporto valuta che più di 11mila persone muoiono ogni anno in Svizzera in conseguenza alle dipendenze e che i costi correlati ammontano a 10 miliardi di franchi all'anno.

Circa le dipendenze da alcool e tabacco, le cifre sono stabili rispetto al passato. Ciò mette in risalto una scarsa volontà politica in materia di prevenzione, denuncia la fondazione.

Dipendenze SvizzeraLink esterno sottolinea che i dibattiti in programma quest'anno a proposito della revisione della legge sul tabacco saranno l'occasione per il parlamento di rimediare alla carenza di prevenzione, rimettendo al centro la salute e non il consumo.

La discussione resta aperta anche sulla cannabis. Per Dipendenze Svizzera, è importante analizzare i diversi casi esistenti di legalizzazione e regolamentazione del mercato di questa droga leggera (come l'Uruguay o alcuni Stati americani), per evitare di adottare un modello commerciale come quello di alcol e fumo.

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Nuovo pericolo per i giovani

La novità dell'edizione 2016 dell'analisi annuale effettuata da Dipendenze Svizzera, riguarda quella che appare come la nuova sfida per la società: l'uso problematico o a rischio di dipendenza di Internet.

La stragrande maggioranza della popolazione dai 15 anni che su utilizza correntemente Internet a titolo privato lo fa con moderazione: la media globale  è di 1,57 ore al giorno.  Ma la situazione sfugge di mano all'1% degli utenti, ossia a circa 70mila persone. Un altro 4,3% presenta inoltre sintomi di un rischio di dipendenza.  Il fenomeno è preoccupante soprattutto per i giovani, come si può osservare nel grafico.

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swissinfo.ch e tvsvizzera.it (TG RSI dell'8.01.15)

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