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Alla fiera del futuro, a due passi dal Ticino

L'avveniristica Vela, simbolo della Nuova Fiera di Milano (foto: www.nuovopolofieramilano.it)

Lo hanno battezzato il Gigante in Fiera, per dimensioni e potenzialità economiche. Il Nuovo Polo di Milano è il più grande d’Europa e il terzo a livello mondiale.

Il centro, costruito nella zona di Rho-Pero, è più vicino all’aeroporto di Malpensa e alla Svizzera. L’attrazione è dunque inevitabile.

Inaugurato agli inizi di aprile, il nuovo polo – simboleggiato dalla grande Vela progettata dall’architetto Massimiliano Fuksas – rappresenta per la capitale lombarda una vera sfida. Non solo in campo architettonico e urbanistico, ma anche economico.

Insomma la Nuova fiera, avvolta da un manto di vetro che ricorda le onde del mare, vuole ridare a Milano e a tutta l’Italia una dimensione internazionale inequivocabile. Ambizioni e obiettivi ripetuti dai politici in occasione dell’inaugurazione, a cominciare dal premier italiano Silvio Berlusconi e dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.

Una nuova stagione

Al di là delle polemiche - quasi fosse una tradizione - alla vigilia dell’inaugurazione, il dibattito attorno al polo espositivo pone diversi interrogativi. Primo fra tutti quello di riempirlo di contenuti all’altezza delle sue ambizioni.

Sarebbe infatti peccato che la Fiera, destinata a reinventare la metropoli, rimanga un guscio vuoto. Una cattedrale nel deserto. La vera sfida, e sono numerose le voci italiane a sottolinearlo, comincia dunque adesso.

Sociologi, economisti e critici d’arte invitati ad esprimersi sull'argomento, affermano che questa Nuova Fiera rappresenta "per una Milano senza confini, città infinita o allargata, l’asse di un nuovo sviluppo". Uno sviluppo che potrebbe incanalare in una prospettiva di modernità Milano.

Si tratterà, però, di confrontarsi anche con una rivoluzione territoriale che tenga conto degli equilibri ecologici. E, avvertono gli esperti della Bocconi, non sarà facile: il rischio del cortocircuito del traffico è uno dei tanti problemi sul tappeto.

Un’opportunità per il Ticino

Le enormi potenzialità offerte dal Nuovo Polo fieristico interessano, naturalmente, il Ticino che guarda verso Milano con sempre maggiore insistenza e attenzione.

Arnoldo Coduri, direttore della Divisione economia del Dipartimento Finanze e Economia (DFE) , riconosce il dinamismo lombardo.

"Quelle offerte dal nuovo centro espositivo – dice a swissinfo Coduri – sono opportunità da cogliere. Proprio per questo il Cantone si sta organizzando per sfruttarle nel migliore dei modi. Da parte della Divisione non ci saranno interventi diretti. Ma di sicuro siamo pronti a sostenere la aziende interessate".

Per gli attori economici ticinesi avvicinarsi alla Grande Fiera del futuro significa puntare su un veicolo promozionale di primo piano. Il Nuovo Polo si configura infatti come un’ immensa vetrina, illuminata dai riflettori internazionali, in cui mostrare il volto economico e produttivo del Cantone.

Secondo Arnoldo Coduri, la sfida si gioca anche all’interno dello stesso territorio cantonale. "Le strutture alberghiere, specialmente quelle del Luganese e del Mendrisiotto – precisa il direttore della Divisione economia - dovranno prepararsi ad accogliere gli espositori con proposte ed offerte interessanti. E qualche passo, in questa direzione, si sta già compiendo con successo".

Una risposta al mercato globalizzato

Per far fronte ad una domanda sempre più selettiva, alla concorrenza dei mercati e alla presenza delle ruggenti fiere asiatiche, Milano non poteva più accontentarsi del polo urbano, sede storica della vecchia fiera campionaria che mostrava con fierezza le nuove Bugatti e le caffettiere Bialetti, quelle dell’omino con i baffi.

Oggi i tempi sono radicalmente cambiati, ma secondo gli esperti del Centro di Ricerche sui Mercati e sui Settori Industriali (CERMES) dell’Università Bocconi, le fiere rappresentano ancora oggi uno dei mezzi più interessanti e utilizzati, per entrare in contatto con i mercati più promettenti.

Con la nuova struttura fieristica Milano aumenta del 30% l’offerta degli spazi espositivi. E in un momento di declino dell’economia italiana, le speranze legate al Nuovo polo fieristico sono moltissime.

swissinfo, Françoise Gehring, Lugano-Milano

Fatti e cifre

110 mila tonnellate di acciaio per la costruzione degli 8 padiglioni
530 mila metri quadri coperti l’area espositiva, che potrebbe ospitare 57 campi di calcio
11 milioni di ore lavorative
9 mila 300 lavoratori provenienti da 56 paesi impegnati in 30 mesi di cantiere
1,3 km la lunghezza della vela che copre l’asse centrale
14 km la distanza percorsa per girare in un giorno tutta la fiera

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In breve

C’è anche un po’ di Ticino nella realizzazione del nuovo polo fieristico. Una ditta di Cadempino, paese a pochi chilometri da Lugano, insieme ad un consorzio italiano ha vinto l’appalto per la gestione di tutti gli impianti di automazione.

L’azienda "Techselesta" ha in particolare, installato i sistemi di controllo per le entrate e per le uscite. Un intervento importante visto le dimensioni dell’impianto e il numero di visitatori e di espositori che utilizzeranno l’imponente struttura.

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